sabato 17 dicembre 2016
Silenzio grezzo
La notte è immensa
un canto di martiri
acerbe invocazioni
che stillano ossigeno.
La via è nascosta
appena oltre il vento
dove l’unica lingua
è silenzio grezzo.
Stamane il sole
è fiorito di nuovo
in un cielo ingrato
immemore di sé.
sabato 10 dicembre 2016
Quasinverno
Le ore prima del tramonto
in questi giorni di quasi inverno
sono fragili benedizioni
ognuna con il proprio odore
e con una differente luce
ch’allunga le ombre all’estremo
come le lunghe dita di Dio
che accarezzano la terra.
mercoledì 7 dicembre 2016
Tefilláh
Sul limitare del crepuscolo
nascosto dietro la porta a sud
ho ascoltato il vecchio frassino
intonare segrete tefilláh*
per allontanare la nebbia
e confinarla verso nord.
I giovani olmi increduli
frusciavano nella brezza
per imitare il sacro verso
mentre una lacrima sottile
bruciando mi ricordava
la mia apostasia.
(ho perso il mio Siddur**
lungo la strada tortuosa
che conduce dalla mente
all'anima sperduta)
* “Preghiere” in ebraico
** Il libro ebraico delle preghiere quotidiane
sabato 3 dicembre 2016
Bernice
Per dimenticare
chi sono diventato
(paglia secca sotto la pioggia)
ho popolato il pomeriggio
di ricordi e di musica
cadaveri di sogni
cerebralmente morti.
Mi rammento primavere
infinite di speranze
e vorrei fosse di nuovo
Adar* in un istante
per immergermi nel cielo
e ritornare vergine
senza più sembianze.
Vorrei esser Bernice
per fermar l’emorragia
con un semplice tocco **
ma sono disarmato
e nudo di parole
la mia amata voce
soltanto una reliquia.
* Il mese di marzo nell’antico calendario ebraico
** Vangelo apocrifo di Nicodemo 7,1: Bernice è una donna che testimonia a favore dei poteri taumaturgici di Cristo, dicendo di essere stata guarita da un’emorragia che continuava da 12 anni con il semplice tocco della veste di Gesù.
mercoledì 30 novembre 2016
Life is a road, death is a myth
Mentre la luce continua a cadere dal cielo e a finire sepolta sotto terra, ogni giorno di più, io sento forte come non mai il tempo stringermi intorno al collo. Sento le sue dita lunghe e fredde sulla pelle. Prima le sento appoggiarsi, poi premere e poi stringere. Fino a che faccio fatica a deglutire e la stretta di ripercuote simmetricamente e magicamente sullo stomaco. È la stretta del tempo che ho perso e che non tornerà. La stretta dei fallimenti figli del tempo sprecato. La stretta di tutto ciò che sarei potuto essere e che invece non sono. A tratti questa sensazione si trasforma in angoscia e non sempre ho la forza per gestirla. E quando anche ci riesco, mi rendo conto di essere in mezzo ad una guerra. Una guerra contro me stesso, pur essendo apparentemente contro gli altri. Una guerra di domande senza risposta. Senza mai una sola risposta decente. Cosa farò? Dove andrò? Non conosco la via, non conosco la verità. Conosco purtroppo la collera, ora. Ma non ho più una regola empirica con cui affrontare le anomalie che stanno distruggendo il mio paradigma. “What will I do? Where will I go? Show me the way, the truth, the anger. Show me rules of thumb. Show the way to grow old”. E allora mi torna in mente la morte. Come sempre. Mi suggerisce che c’è una via di uscita. Veloce, dolce, senza conseguenze. Un abbraccio di silenzio che mi attende. Provo a scrutarla chiudendo gli occhi di notte e osservando l’oscurità più totale. E la trovo così immensamente rassicurante. Credevo la vita fosse una via da seguire. Ma è divenuta per me solo un segreto. La morte invece è un mito che ha radici profonde dentro di me. “Life is a road, death is a myth. Life is a secret, death is a myth”.
Le parti in inglese sono tratte da “Play For Today” by Belle and Sebastian
sabato 26 novembre 2016
Tiny little world
When I was so little little little little little
And the fields in front of the house seemed to be immense
Lights further the square were to me New York
It is so small my tiny childish world
People of my everyday life were important
They were big and always full of meaning and of light
I looked at them standing in my corner
Where the floor was so warm that I felt safe
And now that I’m grown
I try to contain the emptiness inside
I know that the world
It is not so infinitive but I
May be I have sold
My childhood without gaining any life
And there was something like a enchantment in the time
That could proceed in all directions according to my mind
And mostly all the dreams could become true I didn’t think
I could have lost them all
And now that I’m grown
I try to contain the emptiness inside
I know that the world
It is not so infinitive but I
May be I have sold
My childhood without gaining any life
And the fields in front of the house seemed to be immense
Lights further the square were to me New York
It is so small my tiny childish world
People of my everyday life were important
They were big and always full of meaning and of light
I looked at them standing in my corner
Where the floor was so warm that I felt safe
And now that I’m grown
I try to contain the emptiness inside
I know that the world
It is not so infinitive but I
May be I have sold
My childhood without gaining any life
And there was something like a enchantment in the time
That could proceed in all directions according to my mind
And mostly all the dreams could become true I didn’t think
I could have lost them all
And now that I’m grown
I try to contain the emptiness inside
I know that the world
It is not so infinitive but I
May be I have sold
My childhood without gaining any life
lunedì 21 novembre 2016
Ho chiuso fuori l'inverno
Ho chiuso fuori l'inverno
per mietere tempo
col setaccio spietato
della consapevolezza.
Non ci sarà un perdono
per l'accidia calcolata
solo il silenzio della nebbia
che cancella il cielo.
E l'inverno non tarderà.
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