
Mi ricordo come non fosse passato più di un giorno. Quelle pareti grigie imbottite di gommapiuma piramidale. Soffocanti. Eppure profumate di vento. E i microfoni fischianti e mai ben bilanciati. E le facce degli altri, a volte annoiate, a volte stupite. A seguire l’imprevedibilità delle note. Mi sentivo un cacciatore di suggestioni. Navigavo in acque sconosciute ma ero così straordinariamente a casa. E nello specchio ad angolo mi osservavo, con gli occhi accesi, affogare nella musica. Al mio viso di allora ripenso ogni volta che il silenzio cupo del quotidiano mi strappa la vita dalle mani. Sono andato così lontano, ma mi sento ancora là. “No matter where you are I can still hear you when you drown. You've traveled very far just to see you I'll come around when I'm down”. Che valore infimo aveva il tempo in quelle giornate senza luce. Non ci importava del sole. Non sorgeva né tramontava per noi. Nel nostro mondo mancava tutto. C’era solamente la Musica. Attraverso la quale quei giorni tornano qui, immortali come gli dei. “All of those yesterdays coming around”. E fuori a volte ci aspettavano cieli immensi. Altre volte la pioggia cupa. Forse la notte, arrivata senza avvertirci. E io alcune sere, credevo di sentire anche l’odore dell’oceano. Un oceano che cantavo come fosse sempre stato mio, anche se non lo avevo mai visto. Nel mio sangue e nei miei sogni scorrevano le melodie, nate dalla voglia di scappare, di correre, di fuggire lontano. Ed ero così convinto che mi avrebbero portato lontano. Quelle armonie di acqua e di vento. Il mio cuore pompava soltanto note e quel cuore ritorna ancora, le poche volte in cui ho la fortuna di sognare. “No matter where you are I can still hear you when you dream”. Ogni cosa riportava alla musica. Ogni cosa era musica. Dalla colazione alla cena, dall’amore al disprezzo. Perché solo la musica poteva riscattarmi da una vita insipida e mediocre. Solo nella musica potevo riconoscermi e dotarmi di un senso. Solo la musica era realtà, il resto poteva al più essere uno stimolo per comporla. E a volte mi piace pensare che oggi sia ancora così. “Yesterday the sky was you and I still feel the same. Nothing left for me to do and I still feel the same”. Eppure niente è avvenuto. Secoli di vita sono trascorsi, partorendo eserciti di mostri disillusi. Ora che la musica è soltanto un appiglio a cui mi aggrappo per non affogare del tutto. Ora che la musica è soltanto un finto giardino creato da me stesso, per salvarmi dalla realtà di cemento. Ora che mi dicono che è giusto così, che non bisogna vivere di sogni. “Is it something someone said? Was it something someone said?”. Ora che conosco la mia pochezza fino all’ultima goccia di putredine. Ora che conosco la tua falsità, Musica, fino all’ultima nota strozzata. Oggi che ti ho abbandonato, Tu sei ancora tutto quello che ho. “I wish, I wish I could fly I wish, I wish I could lie. I will, I will try. I will, I will…Goodbye”.
Le parti in inglese sono tratte da “Drown” by Smashing Pumpkins