
Di nuovo qui a parlare di un concerto dei Placebo: per la seconda volta quest’anno! Raramente mi capita di rivedere lo stesso artista per due volte nello stesso anno, ma quando mi si è presentata l’occasione con loro, non ho avuto alcun dubbio: sono troppo bravi. Rispetto al concerto visto a luglio a Verona, ci sono state però due differenze: innanzitutto Brian si è tagliato i capelli (e allora??!!); in secondo luogo, se possibile, il concerto è stato anche più bello dell’altro. Sì, è stato proprio un concertone. Di quelli senza sosta e senza pause, in cui la musica è sparata a mille in vena, senza che nulla possa distrarti! Bei suoni potenti e ottima acustica nell’ultramoderno pala Future show (dall’ultima volta in cui ci sono entrato è completamente cambiato!). E loro che non si sono per niente risparmiati: mi piace quando la band si lascia assorbire del tutto dalla musica senza freni, perché lascia percepire al pubblico l’idea di essere al Concerto, non a una delle date, tra le tante del tour. Così deve essere! La scaletta è stata assolutamente all’insegna del nuovo album, “Battle for the sun”, album per altro splendido, a mio parere. Si è aperto con il singolone “For What It's Worth”, seguito immediatamente da “Ashtray Heart” e la titletrack “Battle For The Sun”. Poi più avanti hanno fatto anche “Devil in details” che secondo me è il pezzo migliore dell’album (c’è da dire che durante l’esecuzione di quel pezzo ho avuto l’impressione che si siano un po’ persi con il tempo, vero?). Poi c’è stato il super successo dal passato “Every me and every you” che ha scatenato quasi un’ovazione nel pubblico. Sempre bellissimi “Meds”, “Song To Say Goodbye” (ultimo pezzo prima dell’Encore) e “Special K”, forse i miei pezzi preferiti: dal vivo li sento sempre ancora di più! Mi è piaciuta molto la ricerca delle immagini che scorrevano dietro al palco, alcune davvero particolari e ricercate, tutte sicuramente non casuali. È piacevole assistere a uno spettacolo che cerca di coinvolgere tutti i sensi per poi convogliare tutte le percezioni da essi derivanti, verso l’emotività: dà una sensazione di completezza artistica molto intensa. Durante il concerto Brian ha tirato fuori Ramazzotti alcune volte… non ho ben compreso se ce l’avesse con lui oppure fosse un suo grande fan (!!??). Il concerto si è chiuso con la bella “Taste In Men”. Commento finale: hanno suonato 21 pezzi ma ne avrei ascoltati altrettanti!