giovedì 4 agosto 2011

Franco Battiato, 28 Luglio 2011, Piazza Roma – Modena











Un Battiato straordinario ha illuminato di arte una Piazza Roma stracolma a Modena il 28 luglio. È la terza volta che vedo il grande poeta e cantautore dal vivo, ma certamente è stata la volta che ho apprezzato di più. Perché il maestro ha mostrato davvero tutte le sue vocazioni e sfaccettature: da quella danzereccia e giovanile, a quella meditativa e filosofica; da quella ironica e ardita, a quella emotiva e trasognante… il tutto con una qualità musicale altissima, classica e sperimentale allo stesso tempo. Iniziamo con la splendida scaletta: 29 pezzi per 2 ore di musica eccezionale:

 
1. Up patriots to arms
2. Auto Da Fé
3. No time no space
4. Un’altra vita
5. Tra sesso e castità
6. Il cammino interminabile
7. Il Ballo Del Potere
8. Shock in my town
9. Inneres Auge
10. Gli uccelli
11. Segnali di vita
12. J’entends siffler le train
13. La canzone dei vecchi amanti (la chanson des amants)
14. Povera patria
15. Prospettiva Nevsky
16. Le aquile
17. La cura
18. I treni di Tozeur
19. La stagione dell’amore
20. L’era del cinghiale bianco
21. Voglio vederti danzare
22. Summer On A Solitary Beach
23. Cuccurucucu
24. Magic Shop

1’st encore
25. L’animale
26. E ti vengo a cercare

2’nd encore
27. L’addio
28. Stranizza D'Amuri
29. Centro di gravità permanente

Il maestro ha attaccato con il pezzo che dà il nome al tour “Up patriot sto arms”: un pezzo non recente ma assolutamente attuale a mio parere, che ha subito dato la parola chiave per interpretare tutto il concerto: rock! Dietro un Battiato assolutamente disinvolto, musicisti davvero dotati: pianoforte, tastiera e suoni, basso, chitarra, batteria e quartetto d’archi (3 violini e una viola). Già al secondo pezzo “Auto Da Fè” il pubblico era pronto a ballare. Va detto che la partecipazione del pubblico è stata straordinaria durante tutto il concerto. Poi pezzi splendidi uno dopo l’altro: la raffinata e affascinante “No time no space” da “Mondi lontanissimi” che trasmette un’idea splendidamente eterea della realtà; “Un’altra vita” che partendo dall’intimo racconto del quotidiano insegna come a volte si deve davvero cambiare la propria vita per stare davvero meglio; “Tra sesso e castità”, un pezzo che ho sempre adorato: parla di rimpianti e dell’eterna lotta fra la purezza mistica e il bisogno umano di piacere emotivo e sessuale; “Il cammino interminabile” in cui si affronta l’innegabile rapporto che lega corpo, mente e spirito in tutto il percorso umano… Osservare Battiato sul palco è straordinario perché oltre a cantare, fa contemporaneamente il “direttore d’orchestra” dei suoi musicisti, agitando le mani e facendo segni sfuggenti. Poi “Shock in my town” che ha sempre una potenza incredibile con i suoi suoni potenti e decisi! Per questo tour è stata scelta una coreografia molto semplice ma efficace: 8 specchi opachi posti dietro il palco su cui si riflettono i diversi colori delle luci. Momento topico con “Inneres Auge” in cui Battiato osa criticare le opinabili pratiche della classe politica dirigente attuale, ottenendo una vera propria ovazione! Dopo la filosofia pura di “segnali di vita” (il tempo cambia molte cose nella vita…), ecco uno dei momenti più intimi del concerto: la raffinata canzone francese “J’entends siffler le train”seguita da “La canzone dei vecchi amanti” (cantata metà in francese e metà in italiano). E poi “Povera patria” che per me rimane uno dei pezzi più belli mai scritti sul nostro paese perché, pur nella sua amarezza estrema, dà ancora una sottile speranza per cui vale la pena lottare: nei 150 anni dall’Unità, questo pezzo ha ancora più valore e penso che il pubblico di Modena abbia ben compreso ciò. Un breve appunto sul look del maestro: è sempre uguale ma sempre elegante ed attuale; sul palco lui mi ricorda un viaggiatore inglese in giro per le colonie britanniche dell’India a inizio ‘900, con doppiopetto e camicia appena visibile sotto la giacca. “Prospettiva Nevsky” è uno dei miei pezzi preferiti: mi ha sempre dato un grande calore, proprio quello che serve per sopravvivere al gelido inverno russo! Poi con “La Cura” ha esordito con un’ironica benedizione a tutto il pubblico, senza paura di scandalizzare qualche ben pensante. E dopo “I treni di Tozeur” non è mancata un’ilare ma sottile polemica sulla gestione della tv pubblica, attraverso il racconto di un vecchio aneddoto. Il concerto si è chiuso con i pezzi più “danzerecci” che hanno portato gran parte del pubblico ad alzarsi in piedi e a correre sotto il palco ballando: “La stagione dell’amore”, “Voglio vederti danzare” e “Cuccurucucu”. E il maestro con “Magic shop” è stato anche in grado di prendersi in giro “C'è chi parte con un raga della sera e finisce per cantare la Paloma…”. Poi Battiato e i musicisti sono usciti, ma gli applausi scroscianti e i richiami di ogni tipo (una ragazza dietro di me ha urlato “Dai Franco esci, ci vai dopo a meditare!!”….) hanno “costretto” il maestro a ben 2 encores. Nel primo ci ha donato “E ti vengo a cercare”. Nel secondo una splendida recente ma ben poco conosciuta canzone “L’addio”: la forza nostalgica di questo pezzo poetico è straordinaria. Il tutto si è chiuso con “Centro di gravità permanente”. E io credo che il centro di gravità permanente della musica italiana sia proprio Franco Battiato con la sua arte assoluta!

sabato 23 luglio 2011

I go back to black






















Solo un pensiero per Amy. Solo poche parole bagnate in questa pioggia notturna: il cielo sembra piangere l’ennesima morte di un talento straordinario. La fragilità e la debolezza dell’animo umano, così come il dolore insito nella nostra precaria condizione, non possono essere cancellati nemmeno dalla poesia di una voce meravigliosa come quella di Amy. Dalla forza evidente dei suoi testi. Dalla bellezza umana del suo genio. Quanta sofferenza Amy in quell’esile corpo sotto la montagna dei tuoi capelli! Ho sempre pensato che avresti potuto farcela, contro tutto e tutti, semplicemente grazie all’enorme dono che Dio ti aveva fatto. Purtroppo mi sono sbagliato. Ancora una volta la vita ci insegna che l’arte e l’ispirazione non salvano dal male di vivere. E allora spero che nella tua oscurità, in cui ci avevi detto che saresti ritornata, ci sia la pace che non hai trovato fra noi. Prego che tu possa trovare riposo nel tuo Sheòl*. “And I go back to black, black, black, black, black, black, black..”. Addio Amy.

Amy Winehouse è stata trovata morta nella sua casa di Camden, Londra, oggi pomeriggio.
Le parti in inglese sono tratte da “Back to black” di Amy Winehouse.
* Sheòl è il luogo dei morti nella tradizione ebraica, collocato negli abissi del sottosuolo. Amy era di famiglia ebrea: all'età di soli dieci anni cominciò a cantare e venne descritta come "the little white Jewish Salt 'n' Pepa” (la piccola ebrea bianca che canta come una grande cantante nera).

mercoledì 20 luglio 2011

Qol demamah daqqa *












Elia hai percorso secoli
di buio e di luce sparsi
mentre il futuro predetto
s’avvera nel dolore puro
del figlio deluso dell'uomo.

Sulla luna che cresce lenta
nel cielo plumbeo del nord est
scorgo ancora i tuoi occhi
dischiusi in meditazione:
voce di silenzio svuotato.

Tu che sei asceso nel sole
fra nubi infuocate di Dio
rammenta al mondo dormiente
la potenza creatrice
dell’abbandono ascetico.

20 luglio - Sant'Elia Profeta – Elia, il cui nome significa "Jhwh è Dio" è il più grande profeta dell’antico testamento.
* in ebraico "voce di silenzio svuotato"; bellissima espressione per indicare la profonda esperienza di estasi mistica vissuta da Elia sul Monte Oreb.
Nella foto: grotta naturale sulle rive nord del Lago di Tiberiade, in Galilea.

lunedì 18 luglio 2011

Irony











What is the irony?
My face on the mirror
Oh it seems just smiling
But I’m almost crying

The secret of irony
Is to change everything
Even a nightmare
Can become a sweet dream

Looking at the sky
Through the branches of trees

Stopping to analyze
I am starting to think

That if some god exists
It has to be a jester
And this life is a trick
Made to mock the universe

So let’s us laughing
Over the dying
Over the sleepless
Nights we are living

So believe nothing
Can destroy irony
Or we are all puppets
In the hands of destiny

Looking at the sky
Through the branches of trees
Stopping to analyze
I am starting to think

That if some god exists
It has to be a jester
And this life is a trick
Made to mock the universe

giovedì 14 luglio 2011

Ghiùr *
















Gli anni non modificano
la perfezione del tuo viso
né il desiderio porpora
di raggiungerti un istante
di assomigliarti ancora
d’intravedere i tuoi occhi
nel blu profondo dello specchio.

In queste notti immobili
dal cielo di ambra fossile
sul crinale sottilissimo
che slega un giorno dall’altro
i miei sogni si smarriscono
nel labirinto di smeraldo
dei tuoi sguardi enigmatici.

E tra i prati onirici
intuisco la tua essenza:
la bellezza inconsolata
non conosce alcuna pace
né redenzione secolare.
(Nessuna nuova conversione
t’attende nel mondo futuro).

* Ghiùr = “conversione” in ebraico; nell’uso comune del termine il ghiùr sarebbe la procedura al termine della quale un non ebreo diventa ebreo. Al convertito non è chiesto di sapere tutto, ma semplicemente di non rifiutare nulla. Secondo la Mishnà ebraica "Ciascun membro di Israel ha parte nel mondo futuro": ciò significa che Israel è colui per il quale la parte presente proviene da un mondo ancora a venire. Non è il passato che ci crea, bensì il futuro (è questa l'eternità di Israel). Chi dimentica ciò è perduto. / Nell’immagine “Uomo allo specchio” di Magritte.

sabato 9 luglio 2011

Bahàl *


In queste notti in cui la luna
abbandona il cielo d’avorio
prima che arrivi mezzanotte
dileguandosi a sud ovest

non ci rimane che appendere
la nostra giovinezza stanca
ai fari fiochi delle auto
e alle lunghe ore orfane

per scorrazzare senza meta
tra i meandri profumati
di questa pianura sconfinata
innamorata dell’estate.

(E l’amore è dappertutto
nei corpi di seta delle ragazze
e negli occhi muti dei ragazzi
tra i campi immersi nelle stelle)

* “Smarrirsi” in ebraico
Nella foto: Reggio Emilia by night

domenica 3 luglio 2011

With the feet put into the waters


This is what I need to know
All the prophets are singing the same song
Is there something else to call?
Over the lake silence is total
And I can only pray

What about these ancient words
From Jerusalem or anywhere else
No I can’t understand all
But I am along the path of wisdom
And I can only walk

Yes I’ve got the fire
A flame from my ancient soul
‘cause I am a creature
And a creator too

But it is so hard
In the ordinary life
To put wisdom higher
Than everything else

So we read this sacred book
With the feet put into the waters
We don’t know if it’s all true
But it seems so pleasant and correct
To share these precious thoughts

And please tell me what you will
Do in front of that situation
No reaction has to be
But something to reach new kind of action
And to keep the control

Yes I’ve got the fire
A flame from my ancient soul
‘cause I am a creature
And a creator too

But it is so hard
In the ordinary life
To put wisdom higher
Than everything else

Lago di Garlate (Lc) - 1° Luglio 2011