
La mia serata Skunk Anansie è iniziata durante il viaggio verso Milano, ben prima dell’arrivo: ascoltando sul cd (e canticchiando!) “Hedonism”, mentre attraversavo il ponte sul Po tra Emilia e Lombardia, mi sono ricordato di quando cantavo questo meraviglioso pezzo col mio primo gruppo, ben 10 anni fa! Da allora è successo di tutto nella mia vita. Però loro, i mitici Skunk, non li avevo mai sentiti dal vivo. Questa è stata la prima volta! Ok, tralascio le file infinite lungo la tangenziale ovest, e il fatto che il Palasharp non è proprio il massimo. Il gruppo supporter non è stato male: sono i The Chemists e hanno un sound un po’ abusato ma comunque gradevole. Poi sono arrivati loro, i ragni (Anansie = dio ragno dei racconti popolari dell'Africa Occidentale) del rock inglese! Con una sempre più eccentrica Skin che ha saltato e si è arrampicata ovunque per tutto il concerto, regalandoci nel frattempo la sua incredibile voce. Unica perché sa essere sia sottile che potentissima, nello stesso pezzo. C’è qualcosa di splendidamente animale in questa donna, quasi come se avesse il sangue di una pantera della savana (ci sono le pantere nella savana?!) nel corpo, mentre si slancia adrenalinica e si infila in tutti gli angoli del palco (e non solo). Si è presentata sul palco con un “mantello” di fronzoli argentati che la faceva assomigliare a una specie di istrice post moderno. Poi ha lasciato la pelliccia sul palco, rimanendo con una sorta di tunica aderente, per scatenarsi liberamente. Ho perso il conto di quante volte Skin si è letteralmente buttata sul pubblico, continuando a cantare mentre le mani dei fans la trasportavano in giro. Il palco è il suo habitat ideale ed è stata perfettamente in grado di gestire ben due momenti di black out dell’impianto dei suoni (ma si può dico io??) senza spazientire il pubblico e senza arrabbiarsi tanto (ok, a parte un "fucking mixer!", che ci stava tutto). Ma dovrei parlare soprattutto di musica! Bei suoni, ottima scaletta, Skin canta da Dio e anche i musicisti davvero bravi. Sono prevedibile nel dire che i pezzi che mi hanno preso di più sono stati: “Charlie big potato”, fatto per secondo con una carica pazzesca, tanto per far capire subito al pubblico quale sarebbe stato il tenore del concerto!; “Hedonism” che mi riempie la testa di ricordi e – ahimè – gli occhi di lacrime; “Secretly”, che per me è il loro pezzo migliore in assoluto e raggiunge vette di lirismo da far paura; “Weak”, un pezzo davvero ma davvero potente che ti scuote da ogni torpore; e – neanche a dirlo – “You’ll follow me down”, che ti rende tristissimo e immensamente vivo nello stesso tempo. Ma anche i pezzi nuovi non mi dispiacciono affatto: “Because of you” è una bella canzone rock: non è scontato sentire un pezzo così di questi tempi! E speriamo che gli Skunk, ora che si sono riuniti, rimangano insieme ancora per molti anni.