giovedì 18 gennaio 2018

That sacred pipe of red stone could blow me out of this?

Sopra al traffico intricato di Genova ci ritiriamo in un’oasi di pace. Siamo lontani, seppur vicini, alle altre persone. I ha portato la Chanupa, la sacra pipa. Non ne avevo mai visto una dal vivo. Poi M la accende con le erbe sacre. Siamo in casa sua e quindi inizia lei il cerchio di condivisione. Sta vivendo un periodo molto difficile. Sento subito che si è creata una connessione che va oltre, nel tempo e nello spazio, le nostre vite. M parla della morte e della sua accettazione. Della difficoltà di lasciare andare le persone a cui vogliamo bene. Si tratta di una questione focale, al centro della nostra umanità e dei nostri percorsi spirituali. Eppure è così difficile da affrontare. Siamo terrorizzati dal rimanere soli su questo piano. Non è sufficiente la consapevolezza che il percorso continua: il punto è che continua senza più reciproca connessione. M parla della morte di suo padre. La pipa poi passa a I. Lei ha perso la madre e il percorso di accettazione è stato durissimo. È stato necessario un rituale collettivo per staccare il cordone ombelicale. La morte a volte non basta per distaccare due persone. Occorre qualcosa di esterno, una celebrazione che contempli gratitudine e ringraziamento, ma che sia anche un ultimo saluto. Poi la pipa passa nelle mie mani. È molto più grande e pesante di quanto pensassi. Appena la tocco sento una forte responsabilità per ogni parole che sto per pronunciare. Il sapore acre delle erbe invade il palato. Noto come sia difficile anche tenere acceso il fuoco con il solo respiro. Io parlo delle mie nonne, perse negli ultimi anni. Parlo della impossibile comprensione del grande segreto della morte. Chi ci era più vicino e improvvisamente sparisce. Senza più farsi vedere. C’è quasi una goccia di rabbia nel pensiero di essere stati abbandonati. E poi mi chiedo quanto sia importante essere consapevoli quando ci si affaccia sul bordo della morte. E quanto invece non sia meglio credersi ancora lontani dal passaggio dimensionale. Per poterlo affrontare con maggiore tranquillità. Passo la pipa a E. Lui sembra il più tranquillo su questo argomento. Sembra avere accettato la scomparsa della madre. E anche, recentemente, di un carissimo amico. E è bravo a tenere il fuoco vivo. Lui dice che il fuoco è lui e lui è il fuoco. E racconta di avere sparso le ceneri della madre al largo. Per restituirla al vento e all’acqua. Simbolo della sua accettazione di lasciarla andare. Lo trovo bellissimo ma difficile da attuare per me. Facciamo un altro giro veloce. Considerazioni e risposte in merito a ciò che gli altri hanno condiviso. Poi il fuoco pian piano si spegne. Gli spiriti vogliono che chiudiamo il cerchio. L’ultimo fuoco è di M. Come è giusto che sia. Io penso che siamo vita e che stasera mi sento vivo per davvero, in mezzo a questa condivisione così profonda. E siamo vita solo grazie alla morte. “That sacred pipe of red stone could blow me out of this?”. 

Le parole in inglese sono tratte da “The Power of Orange Knickers” by Tori Amos 
Genova, 4 gennaio 2018.

martedì 16 gennaio 2018

Say a prayer for me

Non avrei mai creduto di scrivere queste righe, ancora mi pare assurdo. Che tu non ci sia più. Ricordo, con tanto di particolari, quando, da ragazzino digiuno di musica, sentii “Zombie” alla radio. Chiusi il libro che avevo in mano e mi avvicinai alla cassa. Stupito dalla tanta bellezza che usciva dallo stereo. Prima di allora la mia vita era fatta solo di libri e solitudine. Da quel giorno arrivò per me un nuovo motivo per vivere: la musica. La tua voce mi incantò e da lì iniziai un viaggio che mi portò a conoscere tante cose, dentro e fuori di me. L'amore per la musica iniziò da uditore passivo. E poi da sperimentatore. Tuoi i primi pezzi che cantai nella mia vita. Poi i primi viaggi in Irlanda che con la tua voce e le tue parole avevi contribuito a farmi amare. Poi l'amore per Yeats che prima non conoscevo. Poi il mio primo concerto in assoluto: i Cranberries a Bologna, ancora minorenne. E tutte le altre volte che ti ho visto sul palco, in quasi venti anni. Alcuni concerti li ho recensiti anche su questo blog. Quanti ricordi mi lasci e con quanti amici ho condiviso la tua musica, dal vivo, in macchina, ovunque. Amici che da ieri mi scrivono decine di messaggi, quasi di condoglianze, dicendo che, appena hanno saputo della tua morte, hanno pensato a me. La tua voce unica, dolce ma potentemente rock. I tuoi testi introspettivi ma anche sociali che riflettevano un mondo difficile ma anche pieno di cose da amare. Ti ho sempre vista bellissima, ma con occhi tristi. Sapevo che nascondevi dentro un malessere e forse anche in quello trovavo affinità con il mio personale male di vivere. Ora che te ne sei andata a soli 46 anni, mi sento orfano di una delle mie muse. Di una delle voci a me più famigliari al mondo. Da oggi sarò un uomo più solo. Dentro di me lo sconforto di non avere forse inteso quanto stessi male e la paura di non riuscire, nemmeno io, a gestire il mio dolore. Il tuo talento ti ha aiutato moltissimo, per uscire da una adolescenza sofferta. Ma purtroppo non è stato abbastanza. Non so come siano davvero state le tue ultime ore e forse non lo saprò mai. Ma voglio lasciarti una preghiera di infinita gratitudine per tutto l'aiuto che mi hai dato per tentare di uscire dal mio buio. Una preghiera che aiuti a riempire il vuoto che hai lasciato in questo mondo. “Say a prayer for me, Help me to feel the strength, I did. My identity, has it been taken? Is my heart breakin' on me?”. Addio Dolores O'Riordan, ritorna dalla Madre e canta per lei.

Le parti in inglese sono tratte da “Empty” by the Cranberries

lunedì 8 gennaio 2018

The first time I walk

What I want for the new year
is a new religion
and inside a a sense of peace
and such a good vision
that all the failures of the last year
can be soon been forgotten

I've to build a compromise between myself and desire
of being a different man
of being someone else
It is over all that time when among clouds I'd to fight
now I am become of meat
and of bones, not just spirit

What I want for the new year
is that the old paths
can make me walk as it was
the first time I walk
that all the dreams of the past
can resurrect into new vest

I've to build a compromise between myself and desire
of being a different man
of being someone else
It is over all that time when among clouds I'd to fight
now I am become of meat
and of bones, not just spirit

domenica 7 gennaio 2018

6 gennaio

La poesia è il tuo sonno
bagnato di vita
il tramonto che inizia
a tingere il nord
le mie mani pronte
ad alzarsi al cielo
per arrendersi ancora
un'ultima volta.

Verica, 6 gennaio 2018

giovedì 28 dicembre 2017

The sacred mistletoe

There's a slice
of blue sky
even if it's begun the winter
I can find in my mind
a lot of darkness and some small light
and I have to make it grow

The sacred mistletoe
is here inside the wood
it's the end of December
and I am the pretender
of a better year

The sacred mistletoe
the first time in my wood
it is a sign of good luck
maybe also of a new path
for me

What is clear
is that fear
is still there and I don't want
and the west grove
I'm along
can help me to fight alone
and to become a man

The sacred mistletoe
is here inside the wood
it's the end of December
and I am the pretender
of a better year

The sacred mistletoe
the first time in my wood
it is a sign of good luck
maybe also of new path
for me

26th December 2017

mercoledì 27 dicembre 2017

Sarei potuto essere










Sarei potuto essere
tanti uomini
ma sono soltanto
notti di rimpianti
lunghe e sterili
in attesa di un futuro
che non giunge
e di una fede
che non si manifesta
ma sussurra flebile
all'orecchio del cuore.

martedì 19 dicembre 2017

The owl on the oak

The day after that I've signed
my pact with the life
the day after that I've liked
a more ritual life
It's the time to change my mind
before it's too late to arise
I do want no more to fight
'gainst myself day and night

Only the oaks resist to the strong winds of this month
I want the strength that is in their branches and logs
my only way to become a real man in the grove
is to change my sight as if I was the owl on the oak

It's the path that I have chosen
since my first day had broken
but I forgot it as a bother
until it's almost over
Now it has to become cover
a second skin of myself older
more than a good looking lover
I could desire its solace

Only the oaks resist to the strong winds of this month
I want the strength that is in their branches and logs
my only way to become a real man in the grove
is to change my sight as if I was the owl on the oak

17th December 2017