venerdì 23 giugno 2017

The summer is reaching the city

The summer is reaching the cities
While I’m living into a parenthesis
I don’t know what is going to happen
And sometimes I can’t breathe because of the fear

The war is not yet finished
And many men are dead along the path
Maybe I will be the next one
And I don’t know if I’ve got an enough strong heart

What if the fight was finished?
And if I was the winner?
Is that wat I really want?

I need to say I can do it
To say they’re wrong towards me
But would they change really?

The summer is reaching the city
But I am not at all yet free
There are the thoughts and they are heavy
Escaping is not enough to save me

I dream of seas and of high peaks
But all that I have is a small room
A prison with the crying ceiling
And always many worries that loom

What if the fight was finished?
And if I was the loser?
Is that wat I really want?

I need to say I can do it
To say they’re wrong towards me
But would they change really?

14th June 2017

giovedì 22 giugno 2017

Pozzi











Sono un futuro storpio
in attesa di un presente
che non vuole rivelarsi
tra le pieghe degli anni.


Ho scavato pozzi profondi
per ricercare me stesso
i vuoti sono divenuti
le mie lunghe notti insonni.

mercoledì 21 giugno 2017

Polvere

L'estate inizia con l'alba più a nord
e con la polvere dell'erba tagliata
nei campi già da tempo assetati.

Ora che tutto mi pare uno spreco
desidero riscoprire l'essenziale
per riconoscere chi sono davvero.

giovedì 15 giugno 2017

Dopo la sconfitta

Dopo la sconfitta
primo aborto di vergine
ho staccato le spine alle rose
e le ho ingoiate in silenzio
per creare un pianto nuovo
e tagliare le corde antiche
foriere di menzogne

Sono rinato nel nulla
Nudo di incompetenza

mercoledì 14 giugno 2017

Stefano Benni, Formigine, 12 giugno

Bella serata nel parco di Villa Gandini con Stefano Benni, il quale più che presentare il suo nuovo libro “Prendiluna”, ha passato la serata a dialogare con il pubblico, parlando di sé e della sua vita di scrittore. Citando una ragazza tedesca che ha fatto la tesi sulla sua letteratura, Benni ha ricordato un a sorta di errore da lei commesso, in quanto non madrelingua: ha usato l'espressione “essere momentaneamente vivi” come fosse abituale nella lingua italiana. In realtà Benni ha recuperato questa espressione in quanto in effetti dice la realtà: siamo tutti soltanto momentaneamente vivi e quindi dobbiamo approfittare del nostro momento di vita. È stato chiesto a Benni quali dei suoi libri ami di più e tra tutti ha citato “Blues in sedici”, libro poco conosciuto ma che lui ha sentito profondamente. Ha parlato della sua modalità di scrittura dicendo che non è affatto immediata e che porta a più e più riletture, fin quasi all’ossessione. Ha anche affrontato il tema della connessione tra stati d'animo e scrittura, osservando come il tempo della vita reale e il tempo della scrittura siano spesso a sfalsati e contrapposti e ciò porta a scrivere cose allegre quando si è tristi e viceversa. Mi è piaciuto molto il suo distinguere fra scrivere e pubblicare, che sono in effetti due cose diverse, in quanto la scrittura personale ha una sua grande dignità anche quando e se non si pubblica nulla: ne consegue che pubblicare non significa essere scrittori e si può essere scrittori senza pubblicare. Si è parlato anche di ispirazione e Benni ha sostenuto che la sua ispirazione per inventare i personaggi dei suoi racconti viene dall'ascolto delle persone che incontra tutti i giorni e dalle facce che vede: si è infatti definito “un mangiatore di facce”. Mi è piaciuta molto la domanda che dal pubblico riguardo i gatti che spesso sono presenti nei racconti di Benni: soprattutto in “Prendiluna” i gatti sono protagonisti in quanto legati per definizione alle streghe - Prendiluna è una strega - e dotati di forte ambiguità, in quanto possono essere sia angelici che diabolici. Una domanda è arrivata sul personaggio di Achille che si è scoperto essere stato ispirato da un ragazzo disabile il quale era immobile e poteva muovere solamente gli occhi. Infine la domanda di rito su come è essere uno scrittore. Benni ha risposto dicendo che il mestiere dello scrittore è bellissimo, in quanto consente una grande libertà, ma allo stesso tempo porta con sé anche una grandissima responsabilità: non si possono sprecare le parole e occorre scrivere ogni libro come se potenzialmente fosse davvero l'ultimo.

martedì 13 giugno 2017

This is my only place

This is my only place
My only way to escape
From emptiness and the failures
And from the little earthquakes

This in my only place
I never can’t forget
The only healing room to me
The place where I can really feel.. me

Grateful to this spring
I feel summer is
Behind the door
I need its warmth

Over this mountains 
Colors have been changed 
From ancient gods 
Green to yellow 

This is my only place
Where I can read the faith
In every tree and every stone
As before me have done them all

This is my only place
Here seasons teach to change
Ourselves to face the life
That is a wheel in constant ride

Grateful to this spring 
I feel summer is 
Behind the door 
I need its warmth 

Over this mountains 
Colors have been changed 
From ancient gods 
Green to yellow

lunedì 12 giugno 2017

10 anni di blog!

E oggi sono dieci anni di blog. Faccio quasi fatica a crederci. Non importa se ormai il blog è divenuto un soliloquio e i lettori sono pochissimi. In fondo, a ben riguardare i post di fondazione, il blog nacque per darmi la possibilità di mettere tutto ciò che scrivo in un luogo virtuale, non per cercare visibilità. E questo servizio il blog lo continua a fare, eccome. In verità è divenuto negli anni il mio vero luogo virtuale, la mia casa sul web e ne sono molto fiero. Ciò non toglie che sono contento di avere ospiti a casa. E ricordo con piacere tantissime persone che sono passate di qui e che ora sono sparite. Alcune mi mancano davvero. Altre, grazie a Dio, le incrocio ancora al di fuori del blog. Con qualcuno è nato un bel rapporto personale. Ci sono stati momenti in cui questo luogo era davvero affollato. Al di là dei numeri, con una punta di nostalgia devo ammettere che era pieno di persone davvero speciali. Basta leggere i loro commenti che sono ancora immortalati tra queste pagine. Parlo di uno scambio profondo e mai scontato. E questo sì, mi manca. Ma sono grato a chiunque passi di qui, chi è passato e chi passerà. Anche senza lasciare nessun commento. Amo ancora questo luogo virtuale, questi rovi che hanno seguito il saliscendi dei miei anni, come il primo giorno. Anzi, molto di più! Perché anno dopo anno questo luogo si è arricchito di vita, di simboli, di immagini e di ricordi. Divenendo anche molto più importante del mio diario personale. Sono fiero di questo nascondino tra i rovi che dura da dieci anni. Sono felice che di tanto in tanto qualcuno sia anche riuscito a trovarmi, in mezzo ai rovi, magari rischiando di pungersi. E spero questo luogo rimanga ancora per tanto la mia tana virtuale."Peekaboo hiding underneath your skin". 

Le parti in inglese sono tratte da "Suede" di Tori Amos

domenica 11 giugno 2017

Dietro al guardiano

 














La luna colma di luce
è rimasta immobile
proprio dietro al guardiano
osservo la figura ancestrale
stagliarsi nel riverbero
orgogliosa del dominio
sulla valle assopita.

Il suo profilo aguzzo
ricama i contorni lattei
come un sarto divino
e sussurra preghiere al vento
per inondare la notte
delle sillabe antiche
pronunciate dagli dei.

Penso ai secoli scorsi
e al cielo mutevole
la pietra è testimone
dell’immortale trascorrere
gli uomini son soltanto
respiri asimmetrici
istantanee d’esistenza.

9 giugno 2017

martedì 6 giugno 2017

Human pride

This a night so special
I want to remember it forever
They say that I am no more young
But this night I feel like I was still a boy

And I feel in the muscles
All the words that I’ve heard
I’ve seen there’s still some human pride
And I have traveled all the world without moving

In my ears I can listen to a big thank you
To the girls and the boys that still can believe
That youth is not a truth but a state of mind
You’ll be forever young if you want to be

Someone will go to China
Some other to deep Africa
And someone else will stay at home
Trying to learn how to build a new world

What about me, they ask
I have no projects yet
But I am sure that from today
My mind is better than what it was yesterday

In my ears I can listen to a big thank you
To the girls and the boys that still can believe
That youth is not a truth but a state of mind
You’ll be forever young if you want to be

 29th March, dinner in Bologna with neo anthropologists

lunedì 5 giugno 2017

Maturo

Piccole gocce sante
sul grano maturo
sui muscoli tesi.

Canto del cielo
per invitarmi
a rinascere.