giovedì 21 settembre 2017

It's a long long time, going back in time

Praga vent'anni dopo. E ci ho pensato solo una volta arrivato qui. Sono già stato in questa bella città, esattamente venti anni fa, ma me ne ero quasi dimenticato. E da quando me ne sono accorto sono partite le mie solite riflessioni nostalgiche e cupe. Venti anni fa ero un liceale in gita scolastica. Ora sono un uomo e sono qui per lavoro. Quasi mi vedo camminare lungo le vie eleganti che portano al Town Hall e alla bellissima piazza centrale. Vedo sulle vetrine dei caffè la mia immagine: un ragazzino smilzo, sicuramente imbottito di giacche a vento e maglioni per via del freddo mitteleuropeo di marzo. Cerco di guardarmi negli occhi ma faccio fatica a oltrepassare con uno sguardo così tanti anni. Chi ero allora? Che speranze covavo nel profondo della mia anima? Avrei mai pensato di divenire chi sono oggi? Mi immaginavo così? Credo proprio di no. Ma faccio fatica ad immedesimarmi nel mio me stesso adolescente. Sicuramente ci sono tratti di allora che conservo anche oggi. Molte cose invece sono cambiate. Tutti i sogni di allora sono ormai divenute illusioni e, alcune di essesono finite nell'oblio. Anno dopo anno ho scoperto di essere meno speciale e più mediocre di quanto allora credessi. Ho scoperto che la vita sa riservare enormi delusioni e che le certezze possono essere solamente interiori. Ho commesso moltissimi errori in questi venti anni, molti dei quali sono irrimediabili. Ho anche imparato tanto, ma altrettanto devo ancora comprenderlo. Non sono ancora in grado di perdonare me stesso per tutti gli sbagli e per le occasioni perse. Né sono capace di perdonare le persone che mi hanno colpito o deluso in questi anni. “Only when you're whole you can forgive”. Allora, la prima volta in cui entrai nella imponente cattedrale di san Vito e mi scaldai le mani congelate sulle fiammelle delle candele devozionali, non avrei mai pensato che trovare un posto nel mondo fosse così immensamente difficile. Eppure sono ancora qui a cercarlo, senza trovarlo. Ripensando a quello che ero, torno indietro nel tempo. E mi sembra di scalare le mura di questa immensa cattedrale, tanto è lungo e faticoso il percorso a ritroso lungo questi venti anni. “Climb over the church wall in your sunday dress... It's a long long time, going back in time...”. In fondo, allora come ora, so che l'unico modo per non perdersi in questo mondo di avvoltoi è credere in qualcosa. È attendere una consolazione. Qualcuno che venga ad asciugarti il volto, dalle lacrime della notte e dal sangue del giorno. Come la Veronica con Cristo lungo la via per il Calvario. “All of me wants to believe, that somehow you will save me, Saint Veronica”.

Praga 19 settembre 2017
Le parti in inglese sono tratte da “Climb” di Tori Amos

mercoledì 20 settembre 2017

Tori Amos, Teatro degli Arcimboldi, Milano, 17 settembre 2017

Tori Amos è, secondo il mio modesto parere, ormai divenuta una “donna di potere”. E certamente non in senso moderno, ma in senso tradizionale: una sciamana, una donna che conosce la magia, una curandera che sa curare con la sua straordinaria musica. Sì perché il concerto di domenica sera a Milano, è stato molto più di un semplice concerto: è stato un rituale. Tori è entrata, ha unito le mani e si è chinata in avanti verso il pubblico, con addosso uno straordinario vestito di veli rossi, con tanto di mantello. Poi ha quasi “aggredito” prima il pianoforte e poi la tastiera (contemporaneamente, as always) e ha intonato “Iieee” con una voce potente: il tutto con una energia immensa che ha lasciato tutti a bocca aperta. Sono certo di non essere stato l'unico a pensare di essere improvvisamente stato catapultato dentro a un rituale collettivo, magari gestito da una sacerdotessa cheriokee (i nativi americani della Carolina del nord, il popolo a cui Tori deve parte del suo background genetico). Sullo sfondo il fuoco di un bosco che brucia, immagine terribile e purtroppo estremamente famigliare, ma anche estremamente potente ed evocativa. Il resto del concerto è stato una sorpresa continua. A cominciare da una splendida “Northern Lad” che da alcuni giorni avevo in testa e non so nemmeno perché: i casi della vita! Poi una “Pancake” da pelle d'oca: quando ha cantato “Cause I can look your gods right in the eye” pareva cantassero almeno 20 Tori Amos!. Poi dopo l'angolo cover (Billy Joel and The Cure), l'atmosfera è completamente cambiata: ecco uno sfondo di montagne ghiacciate e il lunghissimo “Reindeer king” dal nuovo album, dolce ed evocativo. Dal fuoco al ghiaccio: uno sciamano sa viaggiare attraverso tutti gli elementi! Ma per me la sorpresa della serata è stata indubbiamente “Apollo's Frock”, una chicca da “Scarlet's hidden treasure” che non mi aspettavo e mi commosso. Lei stessa, prima di iniziare, ha detto al pubblico che stava facendo quel pezzo live e che sperava di ricordarsi accordi e parole! Non solo si è ricordata ma ha cantato con una intensità unica e quasi rabbia nelle parole “I have let you eat from the fruit of my tree but for the last time you have officialy crossed my line!”. Quasi una formula di protezione del proprio essere verso un mondo di sciacalli. Bellissima “Bliss” e poi tutti sotto il palco, come sempre, per una lunga e straordinaria “A sorta fairytale” in versione funk-ethnic che ci ha fatto ballare: unico momento in cui è stata molto empatica col pubblico, essendo stata fino alla fine molto concentrata sulla musica. Concerto straordinario, con una sola pecca: è durato soltanto un'ora e mezza. Ma del resto, Tori stavolta ha scelto di essere sola tutto il tempo: sul palco solo lei e il suo amato Bosendorf.

domenica 17 settembre 2017

What else to say, if I can't pray?

Wind is breathing on my skin
and I read inside my feelings
there's a big amount of fear
and somewhere also some tears

What else to say, if I can't pray?

I've to find here inside what I really need
'Cause outside there are sings the end can begin
I have prayed together with this cloudy weather
but now it's not enough

What I have is not what I really want
but the time is now close to the end of all
I go on fighting battles in which I'm always the loser
like leaves in the autumn

In this island there's a peace
that everywhere else I miss
I hear the ocean singing
and I try to follow it

What else to say, if I can't pray?

I've to find here inside what I really need
'Cause outside there are sings the end can begin
I have prayed together with this cloudy weather
but now it's not enough

What I have is not what I really want
but the time is now close to the end of all
I go on fighting battles in which I'm always the loser
like leaves in the autumn

Island of Tintagel, Cornwall, UK, 1st september 2017

sabato 16 settembre 2017

Extreme south west

I find myself on the extreme south west of this island
And I pray on the stones to make my heart less heavy
I can open my veins to let wind clean my soul
It seems that I have lost where I was going to find peace
... where will I go?

Trevalgan, Cornwall, UK - 31st August 2017

venerdì 8 settembre 2017

In the evening shall be the light.

Molte persone non sono più tornate. Ora sono specchi che riflettono. Se trasmettiamo luce, loro la riflettono e possono anche aumentarla. Se no si riempiono di oscurità. I bambini nascono pieni di anima. Alcuni bambini sono speciali e dobbiamo proteggerli per avere un giorno di nuovo luce sulla terra. La nuova guerra è la guerra dei bambini. Per i bambini. Noi dobbiamo portare luce per dare un unico messaggio su tutta la terra. Quando è più buio c'è bisogno di più luce. In the evening shall be the light. Questo primo messaggio è di risveglio in tutte le direzioni. Da stanotte inizia la primavera in tutto il mondo. Gli spiriti antichi non sono più tra noi. È a causa del grande cambiamento. C'è poca anima a tenerli giù. È una questione come di forza di gravità. Per questo abbiamo bisogno che gli spiriti escano dal ventre caldo di madre terra. Non sappiamo se sarà abbastanza per farli tornare. Il secondo messaggio è per i bambini. Per riempire i loro occhi di luce e scacciare le tenebre che gli sono accanto e che cercano di riempire le loro narici. Proteggete i vostri bambini. Portateli nei boschi sacri. Sono il gufo sulla quercia. Owl On Oak. Perché so vedere al buio e non temo il bosco di notte. So vedere oltre lo specchio nero. Vedo gli spiriti con gli occhi aperti nell'acqua. Sono il nord ovest. Dei tramonti estivi e delle piogge autunnali. Dei giorni in cui sarei dovuto nascere. Appena prima di Samhain. Il gufo chiude gli occhi e vede il giorno dopo. E durante il giorno sa mimetizzarsi e sembra un tutt'uno con il ramo su cui è posato. Non ho usato mai bene gli artigli che servono non solo per aggrapparsi. Mi sono ferito stringendo i pugni. Vicino a me c’è un diamante sbriciolato. Crumbled Diamond. Sa riflettere la luce antica, quella che viene dalle stelle del passato. E con la luce delle stelle crea il fuoco. E con il fuoco crea la luce. Ma tra la polvere preziosa ha tutta la cenere dei fuochi che non ha mai acceso. E la luce ora è opaca. La cenere va soffiata via, verso il sud polveroso, con lo stesso soffio sacro con cui si spegne un fuoco che ha già parlato. Solo il fuoco apre e chiude le stanze sacre. In molti vogliono rubare e hanno rubato la preziosa polvere. Prima o poi dovrà incontrare le altre sorelle del deserto. Vicino a me c’è anche la grotta dei giganti. Giants’ Cave. Sacra terra di sacrificio e abbondanza. Dove si nasce e dove si muore. Nella grotta ci sono i tesori più grandi e le più antiche oscurità. Nella grotta ci sono fiaccole mai spente e dolori immortali. Dalla grotta soffia il vento dell'est che trasporta nel futuro gli odori del passato e sa creare il nuovo, ma solo a prezzo di un sacrificio. Nei tempi incerti si nasce sempre nelle grotte più profonde. Dalle grotte in molti vogliono fuggire ma quasi sempre ritornare. Portate a casa la luce. Chiamate gli spiriti del luogo e fate festa con loro. 

Nella foto: cerchio di pietre "The Hurlers", Cornwall UK

domenica 27 agosto 2017

Never forbidden

In this constant bet against me
I can never oh never win
'Cause there is only weakness
'Cause there is only bitterness

I repeat myself to be strong
But I think to all strength I've sold
And sometimes it seems no way
Can be found along my lane

And while I go on betting on me 
The sky goes on passing on my years 
I am becoming old 
It seems I am always the same 
But actually I'm totally changed 
On my face there are lines 
And inside no more lies 

And today in the sacred wood
I remember I have still some truth
But I think it is hidden
I have never forbidden

And while I go on betting on me 
The sky goes on passing on my years 
I am becoming old 
It seems I am always the same 
But actually I'm totally changed 
On my face there are lines 
And inside no more lies 

19th august 2017, my b day 

sabato 26 agosto 2017

Solitudine antibiotica

Solitudine antibiotica
digiuno epidermico
sciolgo parole nel sole
per ritrovar nel silenzio
me stesso.

giovedì 24 agosto 2017

In orizzontale

In orizzontale
la brezza dal mare
mi sfiora le narici
le mie ossa sono sabbia
il mio sangue è acqua
i miei occhi ostriche
in attesa di chiudersi
negli abissi.

venerdì 18 agosto 2017

Feel out the summer breeze

Sono stati giorni intensi. Di stelle e di sole. Ho visto Saturno e i suoi anelli spostarsi lungo un cammino breve a sud, dietro i monti boscosi. Ho visto la luna calante nascere tardi a est e mostrare i segni delle sue ferite. Sono entrato nei santuari delle grazie, dove gli uomini supplicano Dio per ottenere salvezza. Ho rivisto visi che non cambiano mai, nonostante gli anni. Poi ho attraversato le montagne per scoprire la saggezza preistorica dei primi abitanti di questo immenso continente. Ho intravisto Orione sulla roccia in attesa dei miei occhi. E ancora ho aspettato che l’acqua sacra dell’ovest spegnesse i fuochi che divampano nella mia anima. Goccia dopo goccia, con la pazienza dei secoli, nel ventre del castagneto. Poi il mare ha invaso la mia mente con il suo movimento ipnotico. E ho lasciato il mio corpo naufragare, osservando lentamente il nord allontanarsi. E infine il fuoco nella notte ha risvegliato gli spiriti che con spade affilate hanno tagliato le corde strette del passato. Ho ringraziato il sole a perpendicolo per tutti questi doni. Vorrei avere in dono la fine della paura. E assaggiare finalmente il paradiso, senza sapere quando ritornerò. Ascoltando la brezza estiva accarezzarmi la pelle. “You could taste heaven perfectly, feel out the summer breeze, didn't know when we'd be back”.

Nella foto: fonte delle acque sacre di Brandola 
Le parti in inglese sono tratte da “A sorta fairytale” by Tori Amos

domenica 6 agosto 2017

From the other side

Ho la testa appoggiata sulla soglia. Quella della portafinestra a nord. Amo sostare sui confini. Fra il dentro e il fuori. Fra una dimensione e l’altra. La bruma della sera e il sottile vocio degli insetti mi accarezzano le orecchie. Sento la natura grata per la pioggia di oggi. Violenta e disperata, ma comunque attesa. Ora le colline possono di nuovo respirare di vita. Ho desiderato anche io di assaggiare la potenza dell’acqua, dopo mesi di secca. È come piangere dopo tanto tempo: dona un immensa sensazione di libertà. È come dire: “ci sono ancora!”. Stasera sento che vorrei di nuovo scrivere come una volta. In modo prolisso, metaforico, barocco. Inebriato dalle parole. Non come ormai faccio, ricercando un essenziale che non riesco nemmeno ad identificare nella mia vita. Come pretendere di trovare un bottone d’argento in un castello con trecento stanze. Molto meglio descrivere quelle stanze, una per una, raccontando le storie di coloro che sono passati di lì nei secoli. Per poi incappare, quasi improvvisamente, in quel bellissimo bottone d’argento, piccolo e prezioso. Devo riacquisire la voglia di scrivere, senza avere paura di sprecare le parole, il tempo. La vita. L’essenzialità è uno stato da raggiungere e io, nei miei mille tentativi di capire dove vado, senza nessun risultato, non l’ho di certo raggiunto. Osservo, con gli occhi ribaltati all’indietro, il pino possente che si staglia appena al di là della siepe. Sembra fare il solletico alla luna con la sua punta odorosa. Forse gli alberi sanno cosa sia davvero essenziale. Nella loro immobile immensità. Ma è un loro segreto, che io non mai appreso. Anche quando riuscivo a sentirli cantare dall’altra parte di questa dimensione. “The secrets of trees, once I could hear them singing, from the other side”. 

Le parti in inglese sono tratte da “Cloud riders”, Tori Amos.

venerdì 4 agosto 2017

A summer blessing

It’s a long a time that I don’t feel this hot wind on me
And I love its caressing on very cell of my skin
It is like a blessing it’s a summer blessing
And I am so grateful, to be here still alive

Under the sun and clouds there is
The harvest of this awful year
A lot failure and no peace
But I am preparing a feast
To celebrate the life
That is still here.. even if it was denied

And sometimes I believe that it is so hard to live
And to pass the long winters to touch again this gift
 It is like a blessing it’s a summer blessing
And I love every blow, that leaves sadness behind

Under the sun and clouds there is
The harvest of this awful year
A lot failure and no peace
But I am preparing a feast
To celebrate the life
That is still here.. even if it was denied

 Lughnasadh 2017

martedì 1 agosto 2017

Disteso


Disteso sul prato assetato
ascolto la luna gravida
parlarmi del raccolto sterile
stretto nelle mani giunte
che supplicano un dio assente

Lughnasadh 2017 
Nell’immagine una statua stele della Lunigiana

venerdì 21 luglio 2017

Ipostatica

Disegno l’orizzonte a specchio
 - nord urbano lisergico –
con le ciglia bagnate
di calore estivo
lascio i muscoli annusare
il cielo elettrico del sud.

In attesa di tregua
tra la mente avida
e lo spirito sospeso
il corpo rimane il rifugio
neutrale involucro
di bellezza ipostatica.

giovedì 13 luglio 2017

Scintille

Le scintille salgono nel cielo
nel buio divengono le stelle
sono le stesse creatrici
discese in ere passate
per disegnare il sacro
sulle antiche pietre.


Lago delle Lame
Santo Stefano d'Aveto (Ge) 
8 luglio 2017

giovedì 6 luglio 2017

Ctonio

Nel mio mondo ctonio
chiuso nella grotta ventre
folta di pensieri e pianti
la luce è un ricordo dolce
che sorride di ingenuità
con la speranza superstite
solamente onirica.

lunedì 3 luglio 2017

Shaman

When the rain falls down
On my garden
Sometimes I feel proud
To abandon
My dresses and run naked under water
As I’m a shaman without any border

So far from the crowd
As now I am
My breath is so loud
That I bet
I can deepen inside new dimensions
While the rain is giving me the directions

Always it’s a miracle the rain 
It is hypnotic 
Secret diagnosis 
Of diseases and cures 

I don’t cry when it is going to rain 
It’s like I hope 
In a new world 
Where troubles I can melt 

When the rain falls down
On my skin
I’m suddenly allowed
To be me
Without thinking who I really am
No definition if you live your depth

Always it’s a miracle the rain 
It is hypnotic 
Secret diagnosis 
Of diseases and cures 

I don’t cry when it is going to rain 
It’s like I hope 
In a new world 
Where troubles I can melt

mercoledì 28 giugno 2017

Appennino


La vigilia di San Giovanni
falò improvvisano le valli
l’Appennino risorge possente
dalle memorie primordiali
rimaste nelle antiche pietre
e nel sangue diluito dalla Croce.

(Ammiro gli occhi intorno al fuoco
che hanno custodito i secoli
tra i filamenti delle iridi).

Nella foto la cima del Monte Modino (Frassinoro - Mo)

venerdì 23 giugno 2017

The summer is reaching the city

The summer is reaching the cities
While I’m living into a parenthesis
I don’t know what is going to happen
And sometimes I can’t breathe because of the fear

The war is not yet finished
And many men are dead along the path
Maybe I will be the next one
And I don’t know if I’ve got an enough strong heart

What if the fight was finished?
And if I was the winner?
Is that wat I really want?

I need to say I can do it
To say they’re wrong towards me
But would they change really?

The summer is reaching the city
But I am not at all yet free
There are the thoughts and they are heavy
Escaping is not enough to save me

I dream of seas and of high peaks
But all that I have is a small room
A prison with the crying ceiling
And always many worries that loom

What if the fight was finished?
And if I was the loser?
Is that wat I really want?

I need to say I can do it
To say they’re wrong towards me
But would they change really?

14th June 2017

giovedì 22 giugno 2017

Pozzi











Sono un futuro storpio
in attesa di un presente
che non vuole rivelarsi
tra le pieghe degli anni.


Ho scavato pozzi profondi
per ricercare me stesso
i vuoti sono divenuti
le mie lunghe notti insonni.

mercoledì 21 giugno 2017

Polvere

L'estate inizia con l'alba più a nord
e con la polvere dell'erba tagliata
nei campi già da tempo assetati.

Ora che tutto mi pare uno spreco
desidero riscoprire l'essenziale
per riconoscere chi sono davvero.

giovedì 15 giugno 2017

Dopo la sconfitta

Dopo la sconfitta
primo aborto di vergine
ho staccato le spine alle rose
e le ho ingoiate in silenzio
per creare un pianto nuovo
e tagliare le corde antiche
foriere di menzogne

Sono rinato nel nulla
Nudo di incompetenza

mercoledì 14 giugno 2017

Stefano Benni, Formigine, 12 giugno

Bella serata nel parco di Villa Gandini con Stefano Benni, il quale più che presentare il suo nuovo libro “Prendiluna”, ha passato la serata a dialogare con il pubblico, parlando di sé e della sua vita di scrittore. Citando una ragazza tedesca che ha fatto la tesi sulla sua letteratura, Benni ha ricordato un a sorta di errore da lei commesso, in quanto non madrelingua: ha usato l'espressione “essere momentaneamente vivi” come fosse abituale nella lingua italiana. In realtà Benni ha recuperato questa espressione in quanto in effetti dice la realtà: siamo tutti soltanto momentaneamente vivi e quindi dobbiamo approfittare del nostro momento di vita. È stato chiesto a Benni quali dei suoi libri ami di più e tra tutti ha citato “Blues in sedici”, libro poco conosciuto ma che lui ha sentito profondamente. Ha parlato della sua modalità di scrittura dicendo che non è affatto immediata e che porta a più e più riletture, fin quasi all’ossessione. Ha anche affrontato il tema della connessione tra stati d'animo e scrittura, osservando come il tempo della vita reale e il tempo della scrittura siano spesso a sfalsati e contrapposti e ciò porta a scrivere cose allegre quando si è tristi e viceversa. Mi è piaciuto molto il suo distinguere fra scrivere e pubblicare, che sono in effetti due cose diverse, in quanto la scrittura personale ha una sua grande dignità anche quando e se non si pubblica nulla: ne consegue che pubblicare non significa essere scrittori e si può essere scrittori senza pubblicare. Si è parlato anche di ispirazione e Benni ha sostenuto che la sua ispirazione per inventare i personaggi dei suoi racconti viene dall'ascolto delle persone che incontra tutti i giorni e dalle facce che vede: si è infatti definito “un mangiatore di facce”. Mi è piaciuta molto la domanda che dal pubblico riguardo i gatti che spesso sono presenti nei racconti di Benni: soprattutto in “Prendiluna” i gatti sono protagonisti in quanto legati per definizione alle streghe - Prendiluna è una strega - e dotati di forte ambiguità, in quanto possono essere sia angelici che diabolici. Una domanda è arrivata sul personaggio di Achille che si è scoperto essere stato ispirato da un ragazzo disabile il quale era immobile e poteva muovere solamente gli occhi. Infine la domanda di rito su come è essere uno scrittore. Benni ha risposto dicendo che il mestiere dello scrittore è bellissimo, in quanto consente una grande libertà, ma allo stesso tempo porta con sé anche una grandissima responsabilità: non si possono sprecare le parole e occorre scrivere ogni libro come se potenzialmente fosse davvero l'ultimo.

martedì 13 giugno 2017

This is my only place

This is my only place
My only way to escape
From emptiness and the failures
And from the little earthquakes

This in my only place
I never can’t forget
The only healing room to me
The place where I can really feel.. me

Grateful to this spring
I feel summer is
Behind the door
I need its warmth

Over this mountains 
Colors have been changed 
From ancient gods 
Green to yellow 

This is my only place
Where I can read the faith
In every tree and every stone
As before me have done them all

This is my only place
Here seasons teach to change
Ourselves to face the life
That is a wheel in constant ride

Grateful to this spring 
I feel summer is 
Behind the door 
I need its warmth 

Over this mountains 
Colors have been changed 
From ancient gods 
Green to yellow

lunedì 12 giugno 2017

10 anni di blog!

E oggi sono dieci anni di blog. Faccio quasi fatica a crederci. Non importa se ormai il blog è divenuto un soliloquio e i lettori sono pochissimi. In fondo, a ben riguardare i post di fondazione, il blog nacque per darmi la possibilità di mettere tutto ciò che scrivo in un luogo virtuale, non per cercare visibilità. E questo servizio il blog lo continua a fare, eccome. In verità è divenuto negli anni il mio vero luogo virtuale, la mia casa sul web e ne sono molto fiero. Ciò non toglie che sono contento di avere ospiti a casa. E ricordo con piacere tantissime persone che sono passate di qui e che ora sono sparite. Alcune mi mancano davvero. Altre, grazie a Dio, le incrocio ancora al di fuori del blog. Con qualcuno è nato un bel rapporto personale. Ci sono stati momenti in cui questo luogo era davvero affollato. Al di là dei numeri, con una punta di nostalgia devo ammettere che era pieno di persone davvero speciali. Basta leggere i loro commenti che sono ancora immortalati tra queste pagine. Parlo di uno scambio profondo e mai scontato. E questo sì, mi manca. Ma sono grato a chiunque passi di qui, chi è passato e chi passerà. Anche senza lasciare nessun commento. Amo ancora questo luogo virtuale, questi rovi che hanno seguito il saliscendi dei miei anni, come il primo giorno. Anzi, molto di più! Perché anno dopo anno questo luogo si è arricchito di vita, di simboli, di immagini e di ricordi. Divenendo anche molto più importante del mio diario personale. Sono fiero di questo nascondino tra i rovi che dura da dieci anni. Sono felice che di tanto in tanto qualcuno sia anche riuscito a trovarmi, in mezzo ai rovi, magari rischiando di pungersi. E spero questo luogo rimanga ancora per tanto la mia tana virtuale."Peekaboo hiding underneath your skin". 

Le parti in inglese sono tratte da "Suede" di Tori Amos

domenica 11 giugno 2017

Dietro al guardiano

 














La luna colma di luce
è rimasta immobile
proprio dietro al guardiano
osservo la figura ancestrale
stagliarsi nel riverbero
orgogliosa del dominio
sulla valle assopita.

Il suo profilo aguzzo
ricama i contorni lattei
come un sarto divino
e sussurra preghiere al vento
per inondare la notte
delle sillabe antiche
pronunciate dagli dei.

Penso ai secoli scorsi
e al cielo mutevole
la pietra è testimone
dell’immortale trascorrere
gli uomini son soltanto
respiri asimmetrici
istantanee d’esistenza.

9 giugno 2017

martedì 6 giugno 2017

Human pride

This a night so special
I want to remember it forever
They say that I am no more young
But this night I feel like I was still a boy

And I feel in the muscles
All the words that I’ve heard
I’ve seen there’s still some human pride
And I have traveled all the world without moving

In my ears I can listen to a big thank you
To the girls and the boys that still can believe
That youth is not a truth but a state of mind
You’ll be forever young if you want to be

Someone will go to China
Some other to deep Africa
And someone else will stay at home
Trying to learn how to build a new world

What about me, they ask
I have no projects yet
But I am sure that from today
My mind is better than what it was yesterday

In my ears I can listen to a big thank you
To the girls and the boys that still can believe
That youth is not a truth but a state of mind
You’ll be forever young if you want to be

 29th March, dinner in Bologna with neo anthropologists

lunedì 5 giugno 2017

Maturo

Piccole gocce sante
sul grano maturo
sui muscoli tesi.

Canto del cielo
per invitarmi
a rinascere.

mercoledì 31 maggio 2017

Tra le siepi di lauro


Il piccolo fuoco di Beltaine
ha bucato il cielo a nord
lasciando scendere l’Orsa
tra le siepi di lauro.

La Madre ha incantato maggio
senza lasciarmi parole
mentre l’inchiostro sul foglio
è solo sangue sbiadito.

giovedì 13 aprile 2017

Silenzio

Dopo la luna sorta
dietro la grande noce
- sogno di pace intuita -
un boato immenso a nord
ha aperto la guerra.

Parole spezzate.
Respiri fradici.
Luce smorzata.


Inizia il lungo silenzio.


Immagine da qui

domenica 2 aprile 2017

Nudi

Ho visto pioppi nudi
con le dita ossute
indicare la falce storpia
della prima luna
appena rinata
dopo l'inverno.

mercoledì 29 marzo 2017

Sacred dimension

It's so easy to
Lose the sacred dimension
In the everyday life
It doesn't seem so helpful
But it will arrive a day on which you will understand
How much you're nothing out of that sacred Land

I walk by new borders 
With my old feet 
I’ve been the murder 
Of my previous me 

Sometimes I feel older 
Than what I’m still 
Sometimes I discover 
A child inside me 

Many times in sooth
Words can’t explain why
The reasons the truths
Of being so fragile
And everyone around seems stronger and with better lives
If we are not able to live into sacred times

I walk by new borders 
With my old feet 
I’ve been the murder 
Of my previous me 

Sometimes I feel older 
Than what I’m still 
Sometimes I discover 
A child inside me

giovedì 23 marzo 2017

Sulla cima del mio monte


Sulla cima del mio monte
sento la terra muoversi
e il sole accarezzare
le mie palpebre sterili.

Sulla cima del mio monte
lascio che il vento desti
dal sogno impossibile
di non invecchiare mai.

Sulla cima del mio monte
vedo case in attesa
che l’inverno strisciante
ritorni verso il nord.

(e l’ultima mela è sacra:
ne assaporo incantato il nettare
profezia rassicurante dei nuovi fiori)

giovedì 16 marzo 2017

That is called life because there weren’t other names

It’s when I have nothing to say
And there is no new god to pray
It’s in those moments that I can find myself
Or at least what remains of myself

When you are in the middle of a desert 
That is called life because there weren’t other names 
You can have sun or you can live under the rain 
You can look around or you can decide to be afraid 

And all your choices can seem yours 
Or they can come from.. from the otherworld 

Behind the curtains I can find
My real face without the lies
That I invent to live my everyday life
To fight the war against the absence of a light

When you are in the middle of a desert 
That is called life because there weren’t other names 
You can have sun or you can live under the rain 
You can look around or you can decide to be afraid 

And all your choices can seem yours 
Or they can come from.. from the otherworld

venerdì 3 marzo 2017

Puszta *

Così piccolo e così immenso
il mio mondo in questa notte
il vento soffia dal nord della puszta
e fa da secoli lo stesso verso.
Qui l’occidente si fa sentinella
nell’ascolto dei sussurri dell’est
per conoscere il tempo esatto
dell’agognata apocalisse.

2 marzo 2017, Pècs, Ungheria 

* Il termine puszta significa "terreno nudo" è un termine ungherese utilizzato per indicare vaste distese di pianura stepposa, tipiche del bassopiano magiaro. 

Nell’immagine “The Puszta at Night” by György Soponyai

lunedì 27 febbraio 2017

Like an ember


Sun it is shining it is like an ember
After all this darkness, we’re leaving behind
I need to know if I have to surrender
Or if I have still a chance in this life

Someone says that I’m walking away 
Leaving behind the faith without awareness 
But I know there is nothing so wrong 
That can delete my hope of becoming better 

And if the spring is already arrived
I want to welcome it at my best
I burn the masks that are covering my face
And let the true light to penetrate my eye

Someone says that I’m walking away 
Leaving behind the faith without awareness 
But I know there is nothing so wrong 
That can delete my hope of becoming better

martedì 14 febbraio 2017

La semantica della ghigliottina











La semantica della ghigliottina
sento boia evocare scheletri
appuntiti vili e immortali
con vocaboli che scarnificano.

 Che sia questa la santa primavera
per compiere il giusto esorcismo?
Di nuovo sulla pira infuocata
attendo il pianto dei carnefici.

(nella foto Pyotr Pavlensky)

domenica 5 febbraio 2017

The rain on the wood

I don’t know if I am still able to write
I don’t know if I am still able to sing
Yesterday evening you said to me
Disillusionment stole your inspiration
And I have cried arrived at home
Thinking a part of us was dead

But when I hear this noise 
If I could call this noise 
That is the rain on the wood 
When the heart seems dead and you 

You can take your love 
If you have some love 
And melt it in the wood 
Until you reach the roots 

So I wonder if I can face my whole life
Without that shelter I had inside my pages
I’ve to invent during this time
A new formula to live
In this darkness inside this wind
That blows strongly on the fields

But when I hear this noise 
If I could call this noise 
That is the rain on the wood 
When the heart seems dead and you 

You can take your love 
If you have some love 
And melt it in the wood 
Until you reach the roots

sabato 4 febbraio 2017

Solo il bosco


Inietto silenzio nelle vene
solo il bosco sa comprendere
il mio intimo bisogno
di annullarmi.

Intorno al bosco sacro
le cime delle montagne
sono isole in attesa
di dissolversi.

martedì 31 gennaio 2017

In cui nascono le fiabe


Ho acceso il fuoco tra le pietre
in mezzo ai punti cardinali
per cercare di orientarmi
in mezzo a questo labirinto.

Ho fatto quello che facevo
quando ancora ero in grado
di scolpire col pensiero
il mio mondo disastrato





Ogni istante ha un soffio sacro
basta saper respirare
dentro questa notte bianca
in cui nascono le fiabe

Imbolc 2017

domenica 29 gennaio 2017

First sings winter is ill

When the light is increasing
But the wind is still freezing
I forget to ask the nature to
Being part of the renaissance too

And I wait for some signs
To say spring is arrived
But I know that winter is still deep
I nourish little flames inside to me

Granny where are you 
To say where there are 
The violets of spring 
First sings winter is ill 

Sometimes I walk 
Along the same paths 
But I have seen no more 
Without you those colours 

So my refugee is only
To remember all your stories
Speaking of the holy connection
Between the men and the nature

Granny where are you 
To say where there are 
The violets of spring 
First sings winter is ill 

Sometimes I walk 
Along the same paths 
But I have seen no more 
Without you those colours

venerdì 20 gennaio 2017

Briciole












Raccolgo briciole sul tavolo
disavanzo di abbondanza
alfabeto del caos quotidiano
grammatica millesimale

Eppure rammentano il cielo
quando è buio sul crinale
cosparso di stelle immense
e di polvere asteroidale

C’è coincidenza divina
solamente intuibile
là dove sembriamo minimi
si riflette immensità

martedì 17 gennaio 2017

What can I do?


When I have blessed the morning
To say that I am grateful
Along my complex journey
Without waiting for help to

To reach something, to help someone
But only because I feel really thankful

The problem is that 
These moments so glad 
Pass so fast that 
I Cannot remember 

The instant after 
Why I was so glad 
I’m already sad 
In all my thinking 

What can I do 
If from this window 
I see the moon 
Over the city 
And I can only think why not throw myself out? 

So maybe it’s the moment
To change this bad behavior
The habits often can hide
The killers of ourselves

They make us bad and sometimes sad
But without a real reason to feel that way

The problem is that 
These moments so glad 
Pass so fast that 
I Cannot remember 

The instant after 
Why I was so glad 
I’m already sad
In all my thinking 

What can I do If from this window I see the moon 
Over the city And I can only think why not throw myself out?

giovedì 5 gennaio 2017

Capacious Soul

So maybe I’ve understood
At the end of this year
Before the sun goes down
Beyond the south-west mounts

There is nothing to program
And nor even to comprehend
There is only the present
And then nothing nothing else

And here sitting on this hill 
I am speaking to my fears 
Saying that they can go away 
‘cause their path is no more my way 

I destroy the prison of time 
While the time doesn’t exist 
We’re ourselves before being born 

I admit I am just arrived 
And there is so much to be learned 
But at least I have a capacious soul 

Life is just a stream that
Exists only if observed
In a moment of the day
After that is something else

So imagine you were blind
But with your soul you could fly
How could you perceive the time?
Try this as an exercise

And here sitting on this hill 
I am speaking to my fears 
Saying that they can go away 
‘cause their path is no more my way 

I destroy the prison of time 
While the time doesn’t exist 
We’re ourselves before being born 

I admit I am just arrived 
And there is so much to be learned 
But at least I have a capacious soul 

31st December 2016