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lunedì 12 giugno 2017

10 anni di blog!

E oggi sono dieci anni di blog. Faccio quasi fatica a crederci. Non importa se ormai il blog è divenuto un soliloquio e i lettori sono pochissimi. In fondo, a ben riguardare i post di fondazione, il blog nacque per darmi la possibilità di mettere tutto ciò che scrivo in un luogo virtuale, non per cercare visibilità. E questo servizio il blog lo continua a fare, eccome. In verità è divenuto negli anni il mio vero luogo virtuale, la mia casa sul web e ne sono molto fiero. Ciò non toglie che sono contento di avere ospiti a casa. E ricordo con piacere tantissime persone che sono passate di qui e che ora sono sparite. Alcune mi mancano davvero. Altre, grazie a Dio, le incrocio ancora al di fuori del blog. Con qualcuno è nato un bel rapporto personale. Ci sono stati momenti in cui questo luogo era davvero affollato. Al di là dei numeri, con una punta di nostalgia devo ammettere che era pieno di persone davvero speciali. Basta leggere i loro commenti che sono ancora immortalati tra queste pagine. Parlo di uno scambio profondo e mai scontato. E questo sì, mi manca. Ma sono grato a chiunque passi di qui, chi è passato e chi passerà. Anche senza lasciare nessun commento. Amo ancora questo luogo virtuale, questi rovi che hanno seguito il saliscendi dei miei anni, come il primo giorno. Anzi, molto di più! Perché anno dopo anno questo luogo si è arricchito di vita, di simboli, di immagini e di ricordi. Divenendo anche molto più importante del mio diario personale. Sono fiero di questo nascondino tra i rovi che dura da dieci anni. Sono felice che di tanto in tanto qualcuno sia anche riuscito a trovarmi, in mezzo ai rovi, magari rischiando di pungersi. E spero questo luogo rimanga ancora per tanto la mia tana virtuale."Peekaboo hiding underneath your skin". 

Le parti in inglese sono tratte da "Suede" di Tori Amos

mercoledì 8 gennaio 2014

Bloggers’ disappearing


Da così tanto tempo non scrivo qualcosa che parli del blog che quasi quasi mi sembra eretico e fuori luogo farlo! Però le considerazioni che ho in testa meritano un post . O almeno credo. Insomma, ieri – complice un po’ di tempo e questo meraviglioso clima quasi primaverile – ho pensato di fare un po’ di “pulizie di primavera” tra i rovi. Dovevo farlo forse da anni ma non me la sentivo. Sulla sinistra del blog ci sono gli indirizzi degli amici bloggers e sapevo ahimè che molti di loro non c’erano più da tempo. Dovevo toglierli perché ogni tanto li cliccavo e mi dispiaceva sempre tanto non vederli più e leggere la solita tristissima frase “questa pagina non esiste”. Così ho fatto. Ho tolto più di trenta link. Alcuni dei quali portavano a bloggers che mi sono stati davvero cari in tutti questi anni. Li ricordo nei tanti commenti che hanno lasciato tra i rovi e spero sempre che prima o poi, magari sotto un’altra identità, ricompaiano qui da me. Alcuni di loro sono spariti e non so nemmeno se da qualche parte scrivano ancora. Altri si sono trasferiti sui social network in tutto altro contesto. Altri ancora – e per questi mi è particolarmente dispiaciuto – hanno reso privati i loro blog e senza invito non vi si può accedere: ammetto che mi dispiace, magari dopo avere condiviso tanto, essere stato escluso così. Ho deciso di non cancellare nessun blog che sia ancora visibile perché alcuni mi piace leggerli ancora.. e poi chi sa mai.. magari ritorneranno a scrivere! Ma in generale, tutti lo sanno, il fenomeno bloggers è davvero in deciso calo. Eppure io penso che dopo la bufera social network (che sono un’altra cosa secondo me e al massimo possono essere un modo per fare conoscere un blog: “nascondino tra i rovi” ha il suo twitter) – i blog, pur se pochi, abbiano resistito. E abbiano mantenuto un loro ruolo distinto. Con maggiore spazio e maggiore intimità. Un luogo non esplicitamente connesso con la persona che scrive, in cui non è specificato il lavoro, l’età, la forma fisica, lo stato civile, ecc… ma da cui è possibile capire molto di più della persona. Insomma vi sprono bloggers che passate di qui e che magari non scrivete quasi più da anni: ricominciate a scrivere! Riprendiamoci il nostro sacro pezzetto di web! Fate riemergere le vostre meravigliose isole dalla nebbia!

domenica 10 marzo 2013

Gone away












My lazy days
They have gone away
What I have felt
It is gone away
All I’ve know
It is gone away
And they never will come back

My childish tears
They have gone away
To love my fear
It is gone away
All my hopes
They are now away
So far from where now I am

And everybody sais
It is normal
To lose everything
To gain nothing
Growth just means to accept
Every day is a bet
While illusions are now left

What we said
It is gone away
Our embrace
It is now away
All I have lived
It is gone away
And what I’ll be no one knows

All I wrote
It is here to say
All I’ve lost
It is on my page
And I hope
One day to let
Become again some new life

And everybody sais
It is normal
To lose everything
To gain nothing
Growth just means to accept
Every day is a bet
While illusions are now left

venerdì 12 giugno 2009

Two years among the brambles


Qui il cielo sembra ancora lontanissimo dal diventare cupo. C’è ancora un chiarore diffuso. Eppure fra meno di due ore la luna farà la sua comparsa. A decretare la fine di questa lunghissima giornata. Il Solstizio è vicino e lo sento nelle ossa e sulla pelle, mentre contemplo la malinconica campagna ormai estiva. Raccolgo grappoli di solitudine e li appendo ad asciugare sopra alla mia anima, per bagnarla ed impedirle di inaridirsi. Forse è questa l’unica cosa di cui ho ancora paura. Che la mia anima diventi sterile, che non sappia più distinguere la purezza di un sentimento o di un’ispirazione. Anche per questo due anni fa ho deciso di costruirle questa casa tra i rovi. In modo che muovendosi tra di essi continuasse a pungersi e col sangue distillasse poesia e vita. Sì, oggi sono due anni che ho aperto questo blog. E non è mai stato così silenzioso. Sono passate tante persone di qui. Hanno attraversato il roveto senza paura di pungersi e mi hanno toccato. Altre mi hanno solo sfiorato. Molte hanno lasciato la loro lieve traccia. A tutte va la gratitudine della mia anima sola, intrappolata fra i rovi. Ora purtroppo molte persone non passano più di qua. Altre sono rimaste e la loro presenza è divenuta indispensabile. Con loro mi risulta ormai molto difficile giocare a nascondino tra le mie parole appuntite. Spesso sanno bene dove mi nascondo. Qui ora regna un silenzio malinconico che però, ancora una volta, rispecchia ciò che prova la mia anima in questo periodo. Avara di parole, vaga tra le foglie scure dei rovi in cerca di vita.
Grazie a tutti
Daniel

giovedì 12 giugno 2008

One Year among the brambles



Piove a dirotto. Da questa grande finestra vedo i vetri piangere litri di acqua. E penso che vorrei essere altrove. Ma oggi è una giornata in cui vorrei stare in piedi per abbracciare tutti voi con le braccia spalancate. Per ringraziarvi. Sì cari miei perché oggi è un anno che sono tra questi rovi. Un anno esatto dall’apertura di questo blog. E sì che ho giocato a nascondino,ma tanti di voi mi hanno anche scovato tra un rovo e l’altro! È banale da dire ma sono molto contento di avere aperto questo blog. Io scrivo da sempre e un po’ di tutto. Ma prima di nascondermi fra questi rovi non avevo mai condiviso la maggior parte dei miei scritti. E, rispetto alla paura iniziale, devo dire di avere trovato sulla mia strada di blogger, piacevoli sorprese e persone di grande sensibilità. E sono entrato nei loro mondi scoprendo anime splendide. E ne sono felice. È passato tanto tempo da quando i primi commenti mi hanno fatto intuire che forse potevo anche essere letto da qualcuno. E che c’erano persone in grado di leggere davvero tra le righe. Ricordo ancora che piacere immenso mi aveva fatto leggere il primissimo intervento di Miss Gas! Che poi non si scrive per essere letti, io scrivevo anche prima nello stesso modo, ma certe parole e certe condivisioni fanno bene, inutile negarlo. Quindi grazie per avermi fatto compagnia fra i rovi per questo primo anno! Grazie davvero. Daniel.

martedì 18 marzo 2008

The roof of the world is burning



Come chiunque passi dal mio blog sa, io raramente (direi praticamente mai) tratto argomenti che fuoriescono dalla mia interiorità o dalla musica. Questo non perché vivo nel mio isolato mondo di pensieri autoriferiti e autopoietici, ma perché ho scelto che questo blog fosse semplicemente espressione dei miei moti interiori e della cosa più importante della mia vita, la musica. Non ho mai pensato di creare un blog di attualità o una sorta di testata giornalistica, in quanto semplicemente non soddisferebbe le mie esigenze di scrittura. Pur tuttavia a volte sento la necessità di esprimermi anche su temi che riguardano il mondo reale, quello al di fuori della mia “trusted mind”, o della mia musica. Ecco che in questi giorni sono tormentato dalle news che arrivano dal tetto del mondo. Sì perché come potrei tacere mentre il Tibet sta bruciando davanti ai miei occhi? Da venerdì la situazione a Lhasa è delirante. Le proteste pacifiche del popolo tibetano hanno provocato una reazione violenta da parte degli occupanti cinesi. L’esercito di Pechino spara sui dimostranti. 2000 persone si stanno muovendo nell’India settentrionale per chiedere alle Nazioni Unite di fare qualcosa. Il Dalai Lama ha rivolto un appello a Pechino perché fermi l'uso della forza bruta, e in tutta risposta ha ottenuto l’accusa di “fomentare la violenza”, da parte del governo cinese. I tibetani sono un popolo oppresso da un regime. Un popolo pacifico, come ce ne sono pochi al mondo. L’ultimo reale tentativo di rivolta è stato nel 1959. E mentre i governi e gli organismi internazionali tacciono di fronte a questo genocidio culturale che si protrae da decenni, si alzano le parole di sostegno delle persone, sparse per il mondo, legate in qualche modo a questo luogo, simbolo per molti del cammino spirituale. Non voglio esprimere condanne politiche in quanto non mi compete. Siamo di fronte a un grande popolo, con una cultura millenaria, vessato da troppo tempo. Siamo davanti a un tentativo di liberarsi da un giogo di violenza e oscurantismo. E, ancora più grave, assistiamo all’indifferenza internazionale dei potenti. Io posso solo pregare per questa gente coraggiosa e sapiente. Prego per loro e per il mondo, che sta rischiando di perdere qualcosa di molto prezioso. Sono consapevole dell’esistenza di moltissime situazioni disarmanti, dal punto di vista del continuo non rispetto dei diritti umani, in giro per questo mondo ingiusto e crudele. Parlare di ciò che sta avvenendo in Tibet, anziché di altre orribili situazioni, è qualcosa che deriva solamente dal mio personale legame con quella terra: non c’è altra ragione. Non sono mai stato in Tibet, ma da sempre è un luogo in cui vorrei andare. Un luogo che mi parla da lontano. Un luogo in cui mi dico, da anni, andrò solo quando sarò pronto. Ma mentre io non sono ancora pronto per questo viaggio, il Tibet è pronto per una libertà tanto agognata. Una libertà che continua a essergli negata.

martedì 11 marzo 2008

Award among the brambles


Ho ricevuto un premio. L’ho messo qui tra i rovi, spero si veda...

Ok. Mi risulta strano, e un po’ difficile parlare del mio blog sul mio blog. Sa un po’ di autocelebrazione. Però questa volta c’è una motivazione importante. Insomma, non capita spesso di ricevere un premio. Da quando questo blog è stato creato, questo è il secondo premio che ricevo. La cara Laura Tenebrazzurra mi aveva attribuito il bel premio del “Thinking Blogger”, che sfoggio qui a lato! E ora la mia amata Noalys mi consegna questo premio D eci e lode (grazie!), con questa motivazione:

“Perché lui gioca a nascondino con se stesso, e voi leggetelo e lo intravedrete tra i suoi rovi, quelli di cui si ricopre spesso. Leggete le canzoni che scrive, e immaginatele con la musica che più vi piace, purché non gli togliate la gioia di sentire gran chitarre elettriche”.

Ora le mie premiazioni: sarò essenziale, non sono bravo in queste cose. Queste persone, e tutti gli altri che leggo, sanno perché li leggo. Premetto che io premierei TUTTE le persone che ho linkato, perché tutti mi danno molto e sono molto importanti per me. Però elencarli tutti diverrebbe pesante. Ho scelto coloro che nell’ultimo periodo hanno scritto cose che mi hanno fatto pensare molto, that’s all.

Gas: il mio primo “amore da Blog”. Una persona di una sensibilità e di un’umiltà straordinarie.
Daruma Fly: raramente capita che qualcuno parli direttamente alla tua anima, lei lo fa sempre.
Elisa Biasi: un connubio straordinario di razionalità ed emotività. Una fonte di saggezza per me.
Laura: una giovane filosofa. Una che non teme di riflettere sui grandi temi dell’esistenza.
Mai Esistita: lei è una pittrice. Lei dipinge la realtà con grazia. Ma usa le parole al posto dei colori.
Noalys: beh, direi che è l’essenzialità emotiva fatta a donna. Poche parole, grande emozioni.


Ma non vorrei prendermi del femminista (che un po’ poi lo sono davvero ;-) ) quindi…
Quetar: tra le parole che scrive trovo sempre significati che mettono in moto i miei neuroni.
Robby: anche il quotidiano scritto da lui sembra poesia e coinvolge mente e cuore.

Per una volta parlo direttamente del mio blog, al di fuori di tutti i miei espedienti letterari: ne approfitto per ringraziare davvero tutti quelli che mi leggono e, soprattutto, che leggo. In pochi mesi questo blog è diventato importantissimo per me. Non solo come sfogo per tutte le cose che scrivo (il cassetto stava esplodendo di carta!), ma anche perché ho conosciuto persone eccezionali, con alcune delle quali ho anche instaurato un rapporto personale, a distanza, ma importante. Grazie a voi che mi fate riflettere e a voi che fate muovere le mie emozioni. La vita, in fondo, è anche e soprattutto questo.

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Il regolamento del Premio D eci e lode qui sotto.

Come si assegna?Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione (è o non è abbastanza elastico e libero?!) sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l'istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il "Premio D eci e lode" si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.Le regole:

- esporre il logo del "Premio D eci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto; è un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore;

- linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;

- se non si lascia il collegamento a questo post già inserito nel codice html del premio provvedere a linkare questa pagina;

- inserire questo regolamento;

- premiare almeno un blog aggiungendo la motivazione.

Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati. Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i "Premio D eci e lode" che vuole e quando vuole (a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.

martedì 12 giugno 2007

Il titolo del mio blog

Il titolo del mio blog deriva da un pezzo che ho scritto proprio ieri riflettendo sui perchè di questa mia esigenza comunicativa. Il testo del brano è riportato nella home ma lo metto anche qui sotto, poichè mi pare corretto utilizzarlo come primo post ufficiale.

PEEK-A-BOO AMONG THE BRAMBLES (nascondino tra i rovi)


I can’t understand
Why this need to have
A place to share
Myself, to play
With my thoughts in front of all

I hold in my hands
So many old plans
The most are failed
Along this way
I used to call my life

I want to speak as I have never thought
Without the fear to show
The peek-a-boo among the brambles oh
It has to stop at all
I can look beneath myself
My soul against my heart plays chess
And I can write about the play yes I write about the play

Shoving all my world
On this screen of gold
I know I am
Just different
From what the readers can guess

Will be a new failure?
Or a virtual root
That will evoke
Some new brand hopes
Into this absurd joke?

I want to speak as I have never thought
Without the fear to show
The peek-a-boo among the brambles oh
It has to stop at all
I can look beneath myself
My soul against my heart plays chess
And I can write about the play yes I write about the play

Riflessioni pre blog

Prima di aprire un blog ho riflettuto molto.

Perché NON APRIRLO:

la mia vita è abbastanza interessante per potere interessare altre persone (ripetizione voluta)?
quanto effettivamente voglio dire di me e quanto invece ritengo debba rimanere per me soltanto?
ho e avrò la costanza e la voglia di mantenere attivo questa sorta di on line diary?
sono pronto a commenti di ogni genere da parte di persone a me sconosciute?

Perché APRIRLO:


ultimamente sento la necessità di un confronto più ampio anche e soprattutto con persone che non conosco
navigando tra i blog già esistenti ho scoperto l’esistenza di molte persone interessanti con cui mi piacerebbe interagire
amo scrivere e mi piacerebbe condividere qualcosa di tutto quello che scrivo
penso che la scrittura giornaliera sia qualcosa di importante e vitale: aiuta a stabilizzare la vita e a vedere le cose in una prospettiva più tranquilla e chiara: qualunque cose mi spinga a scrivere day by day è dunque bene accetta nella mia vita


I commenti pro blog sono numericamente maggiori dei dubbi e delle perplessità: ergo, essendo questo un blog democratico, merita di nascere.

Daniel