giovedì 10 dicembre 2009

Placebo 29 novembre 2009, Bologna, Pala Future Show


Di nuovo qui a parlare di un concerto dei Placebo: per la seconda volta quest’anno! Raramente mi capita di rivedere lo stesso artista per due volte nello stesso anno, ma quando mi si è presentata l’occasione con loro, non ho avuto alcun dubbio: sono troppo bravi. Rispetto al concerto visto a luglio a Verona, ci sono state però due differenze: innanzitutto Brian si è tagliato i capelli (e allora??!!); in secondo luogo, se possibile, il concerto è stato anche più bello dell’altro. Sì, è stato proprio un concertone. Di quelli senza sosta e senza pause, in cui la musica è sparata a mille in vena, senza che nulla possa distrarti! Bei suoni potenti e ottima acustica nell’ultramoderno pala Future show (dall’ultima volta in cui ci sono entrato è completamente cambiato!). E loro che non si sono per niente risparmiati: mi piace quando la band si lascia assorbire del tutto dalla musica senza freni, perché lascia percepire al pubblico l’idea di essere al Concerto, non a una delle date, tra le tante del tour. Così deve essere! La scaletta è stata assolutamente all’insegna del nuovo album, “Battle for the sun”, album per altro splendido, a mio parere. Si è aperto con il singolone “For What It's Worth”, seguito immediatamente da “Ashtray Heart” e la titletrack “Battle For The Sun”. Poi più avanti hanno fatto anche “Devil in details” che secondo me è il pezzo migliore dell’album (c’è da dire che durante l’esecuzione di quel pezzo ho avuto l’impressione che si siano un po’ persi con il tempo, vero?). Poi c’è stato il super successo dal passato “Every me and every you” che ha scatenato quasi un’ovazione nel pubblico. Sempre bellissimi “Meds”, “Song To Say Goodbye” (ultimo pezzo prima dell’Encore) e “Special K”, forse i miei pezzi preferiti: dal vivo li sento sempre ancora di più! Mi è piaciuta molto la ricerca delle immagini che scorrevano dietro al palco, alcune davvero particolari e ricercate, tutte sicuramente non casuali. È piacevole assistere a uno spettacolo che cerca di coinvolgere tutti i sensi per poi convogliare tutte le percezioni da essi derivanti, verso l’emotività: dà una sensazione di completezza artistica molto intensa. Durante il concerto Brian ha tirato fuori Ramazzotti alcune volte… non ho ben compreso se ce l’avesse con lui oppure fosse un suo grande fan (!!??). Il concerto si è chiuso con la bella “Taste In Men”. Commento finale: hanno suonato 21 pezzi ma ne avrei ascoltati altrettanti!

3 commenti:

dimensionex ha detto...

ho cominciato a 12 anni a comperare le 'musicasette' dei cure il primo album fu the head of the door, poi mi appassionai moltissimo ai depeche mode mi ricordo la gioia nel comprare la musicasetta che ancor oggi ho conservata il conccerto di pasadena dell'album 101......da allora credevo che sonorità elettrodarkpop non esistessero più poi ascoltai Nancy boy c'era un non so che di familiare che mi piaccque molto da allora li ascolto con piacere........specie le cover come running up that hill o Jhonny and mary, certo lo stile è più rockeggiante alternativo ma va bene uguale.
1 bacio

Daniel ha detto...

Per dimensione X
Bello come parli di musica! si vede che anche tu la vivi dentro con forza. Anche io adoro i Cure.. li ho visti live anche lo scorso anno e sono ancora in gran forma. 3 ore di concerto senza paura!
un abbraccio
Daniel

fede ha detto...

concordo appieno in tutto quello che hai scritto! Molto meglio Bologna che Villafranca, già mi era piaciuta tantissimo la data estiva ma con lo spettacolo di novembre sono andata veramente fuori di testa. Tutto è stato perfetto, dal gruppo spalla, ai video prima e durante il concerto, dalla voce di molko alla carica del nuovo batterista. Se proprio si vuole trovare un difetto è l'assenza di brani del primo album, ma quando battle for the sun suona così bene ci si può passare sopra!