lunedì 4 agosto 2008

It pushed me like a tailwind


Su questo mare sto dimenticando chi sono. Perdo la memoria come un naufrago. Le mie radici affondate nella sabbia sono sradicate da piccoli uragani. L’unica certezza è l’assoluta incapacità di capire cosa mi stia succedendo. La totale incomprensione. “It came on like a hurricane and I don't understand.. It pushed me like a tailwind and I don't understand”. E la mia anima vaga nel vento lasciando il corpo libero di sentirsi unico nell’abbraccio col sole. Sono solo questo corpo steso su una terra esausta d’estate. Lanciato in questa lieve danza che è la vita. Senza direzione e senza tempo. “And it moved me like a slow dance still I don't understand”. Vedo i miei pensieri rotolare nella sabbia fino a raggiungere il mare. Insolente e instancabile nel suo movimento eterno. Li osservo con l’incuranza di chi riesce, per un solo istante, e vivere nel presente. Lascio il passato affogare, senza scuotermi di fronte alla sua agonia. Lascio il futuro camminarmi accanto senza raggiungermi né sfiorarmi. Con la pazienza e la purezza di ciò che ancora non è. “Hurricane, you pulled me out of the past and landed me in today. Hurricane, you pulled me out of the past and walked me into tomorrow”. Mi sento al centro del tempo e completamente al di fuori di esso. Spezzo con la mente le lancette dell’orologio. Ascolto il tuo respiro mescolarsi con il vento. Sento la tua pelle sfiorare la mia. Ti sento anche se non ci sei. Sei qui anche quando non ti sento. Vorrei tu fossi tutto quello di cui ho bisogno. Vorrei inginocchiarmi di fronte al mio bisogno di te. Affondare la ginocchia nella sabbia. Come per una preghiera di fronte al mare. “You're all that I could need and I'm falling on my knees”. Il desiderio di vita mi colpisce e mi uccide. Come fame siberiana mi fa tremare. E io muoio e rinasco senza essere sfiorato dal dolore. “…it killed me with the craving still I don't understand. It thrilled me to starvation and I don't understand.. still I don't understand…”. Perché l’importante è non cercare di capire.

Le parti in inglese sono tratte da "Hurricane" by Natalie Imbruglia

8 commenti:

venereubriaca ha detto...

Anche per te il mare è stato fonte di iispirazione...Mi hai trasmesso davvero tanto,forse perchè torno proprio ora da un'esperienza simile.
"Vorrei che tu fossi tutto quello di cui ho bisogno", io pensavo fissando il mare "Vorrei essere tutto quello di cui hai bisogno"...
Desideri...
Un bacio

Fly ha detto...

Mi piace immensamente questo post. Lo sento molto, molto ispirato, diretto, c’è grande energia e convinzione dietro…
Parole scritte dall’anima… così come le ha vissute… senza mediazione
ed è un’esperienza forte leggerlo… perchè estremamente vicino al mio sentire...
L’importante non è cercare di capire… solo vivere… immagine dopo immagine… così come nasce…
…Ed inginocchiarsi a pregare il mare…

Ti abbraccio…

Fly

isottalamora ha detto...

Sei qui anche quando non ti sento.
E' questa la condanna...un processo irreversibile.
Non ci resta che desiderare ad oltranza.Non esiste comprensione,non esistono ragionevoli motivi.
E' tutto così difficile.

Un abbraccio grande

Fly ha detto...

Mi colpisce tra l'altro:
"Con la pazienza e la purezza di ciò che ancora non è"
quale miglior definizione del "presente"...

Sorrisi...

Fly

nienteebasta ha detto...

Il mare fa bene e male più di tutto.

Ecco, non ho altro da dire.

Ciao Daniel alla prossima.

desaparecida ha detto...

Il corpo libero di sentirsi unico.....

E' una piccola verità che ci condiziona + di qnto si creda,+ di qnto siamo coscienti!
un abbraccio

Anonimo ha detto...

E' tutto quello di cui hai bisogno. Juast that. fatti trasportare, d. sun on u
w

Ire ha detto...

il mare è sempre speciale, a volte viene voglia di lasciarsi andare, di lasciare che si prenda tutto, anche te. Buone vacanze Dan :)