mercoledì 29 agosto 2007

Leaving terra


Great Blasket Island (co. Kerry - Ireland)


Non avevo mai sentito parlare di te. Non ti avevo mai individuata su alcuna mappa. Fino a quel venerdì mattina…ti ho intravista.. oltre la sottile nebbia atlantica.. come un’apparizione.. come un pensiero sopraggiunto all’improvviso e della cui origine non si sa nulla.. ma che attira subito l’attenzione… “If you're a thought you will want me to think you and I do.. and I did.. invited a Guest up until you announced you had moved in”. Mi hai chiamato.. ho sentito il grido della tua desolazione invocare il nome della mia infinita solitudine.. ti ho desiderato… e ti ho raggiunto.. lasciando Dingle alle mie spalle.. attraversando l’oceano.. “Leaving terra, leaving terra..”. Dal punto più a ovest d’Europa mi sono spinto ancora più a ovest.. Non ho temuto che l’ovest divorasse la mia anima avida e affamata d’emozione… non ho temuto.. come un Ulisse incosciente.. Non ho temuto perché l’ovest è la mia anima. L’oceano non mi ha impedito di spostarmi verso di te. L’oceano che ti divide dall’umanità per lo più ignara della tua esistenza.. tutta intenta a lanciare razzi verso il cielo. Come te sono divenuto inesistente, sono scomparso, in attesa di scorgere la tua luce da vicino…. “We're weaving through every rocket's red glare and huddled masses”. Ti ho toccata solo quando l’oceano me lo ha permesso. Quando mi ha abbandonato tra le tue braccia, promettendomi un ritorno non ancora ipotizzato. Dalla baia ti ho finalmente veduta nella tua imponente distensione: una breve spiaggia timida, qualche abitazione in abbandono e la montagna padrona nebbiosa. Mi sono reso conto subito della ferita antica che conservi. Ti chiamano Great Blasket Island.. in gaelico Na Blascaoidí.. che significa “posto pericoloso”. Hai assistito alla partenza dei tuoi figli oltre l’oceano.. in una terra ancora più a ovest.. chiamata America. Impotente di fronte alla loro dipartita, hai continuato ad amare l’oceano, tuo unico vero amante. Ora accogli i pellegrini che cercano se stessi fra le tue contrade desolate. Non sei pericolosa.. se non per il tuo silenzio che permette di ascoltare la voce dell’anima. Ora hai la tua libertà. Sei libera da un’umanità che ti ha tradito troppe volte ma che hai comunque amato, come ogni madre fa con la sua prole. "What do you plan to do with all your freedom?". Non più voce umana rompe i silenziosi inverni oceanici. Non c’è più fumo che esce dai caminetti e buca la nebbia del mattino. Non c’è più fuoco che scalda l’oscurità delle notti. Ma rimani tu, immobile monumento. Monito per ogni uomo che passa la vita a fuggire. Mi sono arrampicato fra i ruderi delle tue case, verso la cima della montagna: il silenzio è divenuto tutto. Così ho potuto ascoltare le infinte storie che si raccontano ancora fra i sassi muschiati e i ciuffi d’erba odorosi. "What do you plan to do with all your stories?". Hai molto da raccontare a chi vuole ascoltarti. Ora che la tua terra è di nuovo nelle mani di Dio, la tua luce sarà eterna. “You must admit the land is now in good hands yes, time will tell that you just lift your lamp”. Cosa hai da dirmi? La mia anima ha atteso un tuo segno. Sono rimasto solo nella nebbia. Ho ripensato a ciò che ho perso e mi è sembrato così infinitamente piccolo di fronte all’immensità dell’oceano e alla fatata desolazione in cui mi hai accolto. Ogni colpa, ogni debito è scomparsa nella lontananza infinita che mi separa dal mio mondo. Un mondo che non sento più mio. “Just tell your Gods for me all debts are off this year they're free to leave yes, they're free to leave”. Anche stavolta non mi concederò alle acque assetate dell’oceano. Resterò immobile come hai fatto tu nei millenni. Lascerò che il tuo destino divenga il mio. “There was a time when I thought that Her destiny should've been mine”.

Le parti in inglese sono tratte da “Scarlet’s walk” by Tori Amos

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Deve essere un luogo malinconico, aspro e fatato... come il tuo tocco leggero, che prende per mano e accompagna chi come me ti legge. Occorre essere in perfetta sintonia con esso...in fondo, per tornare al commento che ti ho lasciato sotto, anche questa è magia, perchè si sente che questa terra, ha penetrato il tuo guscio. Gas

Ire ha detto...

Anch'io amo le terre brumose, la nebbia che avvolge tutto, il freddo che penetra nelle ossa. É bellissima solo a vederla nella foto, lo capisco che ti sia rimasta nel cuore.