martedì 18 marzo 2008

The roof of the world is burning



Come chiunque passi dal mio blog sa, io raramente (direi praticamente mai) tratto argomenti che fuoriescono dalla mia interiorità o dalla musica. Questo non perché vivo nel mio isolato mondo di pensieri autoriferiti e autopoietici, ma perché ho scelto che questo blog fosse semplicemente espressione dei miei moti interiori e della cosa più importante della mia vita, la musica. Non ho mai pensato di creare un blog di attualità o una sorta di testata giornalistica, in quanto semplicemente non soddisferebbe le mie esigenze di scrittura. Pur tuttavia a volte sento la necessità di esprimermi anche su temi che riguardano il mondo reale, quello al di fuori della mia “trusted mind”, o della mia musica. Ecco che in questi giorni sono tormentato dalle news che arrivano dal tetto del mondo. Sì perché come potrei tacere mentre il Tibet sta bruciando davanti ai miei occhi? Da venerdì la situazione a Lhasa è delirante. Le proteste pacifiche del popolo tibetano hanno provocato una reazione violenta da parte degli occupanti cinesi. L’esercito di Pechino spara sui dimostranti. 2000 persone si stanno muovendo nell’India settentrionale per chiedere alle Nazioni Unite di fare qualcosa. Il Dalai Lama ha rivolto un appello a Pechino perché fermi l'uso della forza bruta, e in tutta risposta ha ottenuto l’accusa di “fomentare la violenza”, da parte del governo cinese. I tibetani sono un popolo oppresso da un regime. Un popolo pacifico, come ce ne sono pochi al mondo. L’ultimo reale tentativo di rivolta è stato nel 1959. E mentre i governi e gli organismi internazionali tacciono di fronte a questo genocidio culturale che si protrae da decenni, si alzano le parole di sostegno delle persone, sparse per il mondo, legate in qualche modo a questo luogo, simbolo per molti del cammino spirituale. Non voglio esprimere condanne politiche in quanto non mi compete. Siamo di fronte a un grande popolo, con una cultura millenaria, vessato da troppo tempo. Siamo davanti a un tentativo di liberarsi da un giogo di violenza e oscurantismo. E, ancora più grave, assistiamo all’indifferenza internazionale dei potenti. Io posso solo pregare per questa gente coraggiosa e sapiente. Prego per loro e per il mondo, che sta rischiando di perdere qualcosa di molto prezioso. Sono consapevole dell’esistenza di moltissime situazioni disarmanti, dal punto di vista del continuo non rispetto dei diritti umani, in giro per questo mondo ingiusto e crudele. Parlare di ciò che sta avvenendo in Tibet, anziché di altre orribili situazioni, è qualcosa che deriva solamente dal mio personale legame con quella terra: non c’è altra ragione. Non sono mai stato in Tibet, ma da sempre è un luogo in cui vorrei andare. Un luogo che mi parla da lontano. Un luogo in cui mi dico, da anni, andrò solo quando sarò pronto. Ma mentre io non sono ancora pronto per questo viaggio, il Tibet è pronto per una libertà tanto agognata. Una libertà che continua a essergli negata.

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Molto intenso questo post..e grazie per averlo fatto..io sono buddista e sto soffrendo molto per questi eventi assurdi e crudeli dalla bestialità umana...
Un bacio amico dolce..sei una scoperta ogni volta....maddy

jana cardinale ha detto...

E in effetti, Daniel, tu non ti discosti dalla musica, nè dalla poesia, neppure quando parli della tragica attualità. Il tuo sguardo sul mondo è anche stavolta una lirica accorata, che restituisce qualche minuto di pace e giustizia a chi ne ha troppo bisogno. Un bacio, la tua Miss ti abbraccia forte.

Anonimo ha detto...

ciao daniel, grazie.
i moti dell'anima sono impegnativi e belli quanto la realtà. mi piace la sensibilità con cui scrivi.
ciaaaaaaaaaaoo buona serata!
astro

Anonimo ha detto...

Meravigliose parole, meraviglioso modo di scrivere.Ci vorrebbero più parole come le tue, più persone capaci di scriverne. Complimenti,
alisenzapiume

Fly ha detto...

Sei grande...
Tutti i nostri pensieri e la nostra solidarietà devono essere rivolti a questo Tetto del mondo e i suoi pacifici abitanti...
Vogliono abbattere il parafulmine del mondo... che ne sarà della cultura millenaria... di quella culla di silenzio... di quegli animi di pace e di preghiera....

Anch'io vedo il viaggio in tibet come una tappa importante... a cui
voglio accostarmi con molta preparazione... chissà se un giorno potrò intrapenderlo...

un abbraccio...

Fly

giovanni ha detto...

Ciao Daniel,
mi unisco anch'io alle tue parole....

a presto.

Anonimo ha detto...

il uomo guarda non solo verso il cielo,se rende conto che vuole volare,sa delle sue limitazione fisiche ,pero è consapevole che nel suo pensiero e la sua anima puo aiutare con attitudine filantropica,aggiustando le sue ale immaginnare per volare e rragiungere dimensione ,al piu di la.Lui soffre perche guardando il castello e il blu del infinito non capisce come la crudelta puo essere coperta de questi bell cielo.lui è cosi saggio per capire che i suoi piede nella montagna mentra guarda da lontano il castello,queste se trova piu meno al suo nivelo,ma è cosi grande e saggio che sa che deve guardare ancora la montagna,perche ancora la cima li aspetta e lui sa perfettamente che temporaneamente se aveva fermato a mita,sapendo di nuovo di fissare il suo sguardo e al piu presto di nuovo guardare del alto della montagna ...QUEL CASTELLO CHE NON SARA GIA AL SUO NIVELO,PERCHE LUI HA CONTINUATO A SCALARE e non ha mollato mai,anche è consapevole di averlo pensato.finalmente sappra e lo sa gia che il suo sguardo sara in piu alto vicino piu alla inmensita del senso de liberta.un potentoso saluto sentito roccia forte.angelo.

Fabioletterario ha detto...

Caro Daniel, guardare oltre l'orizzonte spesso fa male, almeno a me, ma qualche volta ci permette di sapere, di conoscere e anche di soffrire... No?

Sabi ha detto...

Ci sono missioni di pace che combaciano quasi sempre con la guerra e ci sono guerre che nessun potente ha il coraggio di combattere per le conseguenze che ne deriverebbero... ciò a cui assistiamo impotenti è davvero sconvolgente, in Tibet come in molti altri luoghi, ciò che possiamo fare purtroppo è ben poco, se non esprimere il nostro dissenso, tu lo fai nel modo stupendo con cui fai ogni cosa...
Mi associo a questo tuo post ed a questi tuoi sentimenti, con la speranza che chi davvero può fare qualcosa si muova nella giusta direzione... un abbraccio (dei nostri) Sabi

brainstorm ha detto...

anch'io non parlo mai dei fatti del giorno, o quasi mai, anche io preferisco che il mio spazio sia esente da queste tristezze del mondo, ma, anch'io, non posso che condividere il tuo pensiero...
...anche se temo che non sarà così facile.

illogico ha detto...

ci sono cose che voi umani non potete immaginare...finiva cosi blade runner, ecco, come adesso in tibet ,ci sono cose che non s'immaginano,cose che non passano attraverso quel tubo di vetro,che ad immaginarle serve una forma mentis che non si forma appunto con immagini "rubate" da una video camera o peggio con un telefonino.

c'è una magia nella tv, un sottile vetro attraverso cui si vede un altro mondo,che stranamente viene allontanato verso un posto quasi irreale,che confonde fiction e morte,che mette al sicuro chi guarda e chi è visto dalla realtà per i primi dolce,per i secondi preclusa da quella dolcezza senza possibilità di scegliere per entrambi.

un mondo questo con confini invalicabili trasparenti di vetro.

ci sono momenti e cose che un pensiero può non bastare, cosi come potrebbe una preghiera se anche e solo si sapesse a chi rivolgerla.
daniel, è difficile parlare di queste cose, molto,
difficile parlare perchè più difficile agire, quasi impossibile,perchè la solidarietà molto spesso resta nei confini come zoppa e inutile...
perdona il cinismo poco velato,è dettato da un'impotenza che come una spada di damocle pende implacabile sopra i cosiddetti cittadini "liberi".
mi firmo illogico e questo è un momento o un caso in cui vorrei che la mia fosse un'illogicità vera e circoscritta alla mia sfera personalissima.

Elisa ha detto...

E' come se l'anima fosse lasciata sola a combattere con armi di vento
Là,in quel "tetto del mondo",così vicino a Dio,qualunque sia il suo nome
E' il simbolo della lotta eterna traviolenza,crudeltà,sopraffazione
e un altro potere
che guarda il mondo
inerme?
Non so cosa vorrei dire...
quel luogo è nel cuore di molti
ma la storia si ripete
un abbraccio
Elisa

Daniel ha detto...

Per Miss Jana,
che belle cose che mi dici... sai penso che la poesia sia figlia dell'emozione.. quando qualcosa ti coinvolge emotivamente, è naturale esprimerla così. Io ti ringrazio sempre tanto.. e ti abbraccio anche di più..
Daniel

Daniel ha detto...

Per Mr Angelo
Ogni volta che passi di qui, lasci parole incantevoli e io non posso fare altro che ringraziarti immensamente.
Spero che lo sguardo dell'uomo saggio su quello che sta accadendo, possa in qualche modo cambiare le cose.. spero il mondo possa alzare lo sguardo e rendersi conto che così non va...
un grande saluto
Daniel

Anonimo ha detto...

...please where can I buy a unicorn?