giovedì 20 dicembre 2007

I can't believe that I would keep you from flying



Scrivere di te è banale. Nessuna parola, nessuna frase può riuscire a renderti comprensibile, senza cadere nella mediocrità. Perché tutto è mediocre se confrontato con te. Eppure in questa notte di pensieri erranti senza pace, ho un bisogno fisico di parlare di te. Di te e di noi. Perché non ho mai fatto l’Amore con te, eppure ti amo immensamente. Ci sono cose più intime e più profonde. Perché se abbiamo condiviso la Musica, non ci può essere niente di più grande. Nemmeno quell’Amore tanto idolatrato dai poeti. Ma questo possiamo capirlo soltanto tu e io. Nessun altro. Non avrei mai immaginato, prima di te, che qualcuno potesse entrare nei meccanismi che collegano il mio cuore alla mia mente e dai quali poi sfociano, come da una sorgente sotterranea, le parole e le note. Tu hai osato penetrare il mio pensiero e lo hai fatto, straordinariamente, senza invadermi. Mai. Lo hai fatto attraverso le melodie e le frasi con cui abbiamo tradotto i nostri pensieri, l’uno per l’altra. Abbiamo sanguinato insieme, feriti da una realtà affilata. Abbiamo osservato le nostre vene esplodere di vita, di morte e di talento incompreso. Ci siamo uniti in nome della Musica e abbiamo sfidato il mondo. Nei lunghi pomeriggi in compagnia del pianoforte e delle nostre voci. La tua, splendida e regale. La mia, acerba ed emotiva. Tu. Mi hai accompagnato per mano, maestra paziente e raffinata di maieutica, tra i frammenti di ispirazione e le confessioni notturne di un ragazzo troppo vecchio per potere crescere. Ho capito dal tuo sguardo cosa significhi amare qualcuno senza alcuna pretesa di possesso o di vanità. E io. Ti ho raccolto dal buio e ti ho stretto in un affetto a me stesso sconosciuto, desiderando proteggerti da ciò che io stesso temevo. Ti ho osservato brillare e poi decadere e poi rialzarti e poi accasciarti sconfitta. E ti ho sostenuto nel mia debolezza fatta di comprensione e lacrime trattenute. Ora cosa accadrà? Ora che la vita ha sconfitto il tuo traguardo e i nostri progetti sono stati arsi dalla sterilità del mondo, siamo forse destinati all’oblio? Ora che il distacco incombe sopra la mia anima come valanga di ghiaccio appuntito, non mi resta che contare le mie lacrime di solitudine. Senza che nessuna di esse possa bagnare il tuo cuore. Perché mai potrei impedirti di trovare finalmente una casa. Né mai potrei sbarrarti il passo verso l’Amore. Le mie lacrime ti accompagneranno nel silenzio verso il nuovo orizzonte che hai scelto. Un orizzonte bianco chiazzato di mare. “These tears I've cried, I've cried, 1000 oceans. And if it seems I'm floating in the darkness. Well, I can't believe that I would keep, keep you from flying, and I would cry 1000 more if that's what it takes to sail you home sail you home sail you home”. Non ci saranno più quattro mani sullo stesso pianoforte. Non vedrò più le mie parole mischiate alle tue senza che l’origine sia riconosciuta. Scomparirà il sapore del tè delle cinque, assaporato tra i pensieri del tardo pomeriggio. Non avremo che i ricordi di quegli istanti preziosi rubati dai treni e dall’incombere della realtà. Le nostre anime si osserveranno da lontano e si racconteranno di vite distanti centinaia di miglia. Ti ritroverò nella nostalgia e nei momenti in cui la poesia si impossesserà ancora della mia vita, senza chiedere il permesso. “And if I find you, will you still remember? Playing at trains or does this little blue ball just fade away”. Con Noi scomparirà un sogno esteso più del mio stesso universo. Un sogno che ancora mi farà piangere e ridere fino al tramonto di questo secolo di guerra. Non so capire ora, in questa valle più nera della notte, quale sarà il mio ruolo, dopo la tua partenza. So solamente che, nell’impossibilità di rincontrarti, ti seguirò ovunque con il mio cuore trafitto. “I'm aware what the rules are but you know that I will run, you know that I will follow you, over Silbury Hill through the Solar Field , you know that I will follow you”. Tutto cambierà. Insieme con l’autunno che sta cedendo il passo all’inverno. Sapiente di sofferenza e avido d’Amore. E io attenderò silenzioso, accanto al pianoforte muto, che la tua vita rinasca altrove e che la mia possa finalmente tramontare.

Le parti inglese sono tratte da "1000 Oceans" By Tori Amos

7 commenti:

Noalys ha detto...

Porca Trota... ehm, oxford eh ;) scusa ma... mi da i brividi leggere... e questo non è il momento...
Un abbraccio Dan, e cerca di passare un Natale qualsiasi... Si, ecco, un Natale qualsiasi.

w ha detto...

Ohi, tramontare? E perché? Sopravvivi prima, vivi poi. Sun on you

Sabi ha detto...

Buongiorno tesoro... ho letto e riletto, centellinato ogni parola, perchè ogni parola era un pezzettino della tua anima e meritava tutta la dovuta cura ed il dovuto rispetto...
Sai Daniel, forse qualcuno può capire, capire non la consistenza del tuo amore perchè ogni amore ha la propria consistenza ed il proprio perchè, ma capire ciò che ti attraversa il cuore e la mente e la pancia e lo stomaco in un momento di partenza... perchè l'abbandono di chi si ama e si amerà per sempre è sempre un momento unico ma ripetuto all'infinito nel cuore di chi ama...
Ahi ahi ahi... così divento malinconica ed ancora più triste di te, invece volevo provare a tirarti un po' fuori dal buio, ma è quasi una missione impossibile... quindi ti lascio il mio bacio e poi torno di nuovo a rileggere queste parole che sciolgono l'anima a chi ha amato e ama ancora in questo modo...
Bacio

Ire ha detto...

No Dan, non tramonta. Si sopravvive e poi si ricomincia a vivere, ci vuole solo un po' di tempo. Un abbraccio e Buon Natale, Ire.

Anonimo ha detto...

No che non tramonterà la tua vita, rinascerà come la sua e, ovunque sarete, porterete con voi il ricordo di un sentimento che è andato Oltre e per questo è diventato immortale.
Ti ci vorrà tempo, perchè la ferita del distacco è ancora aperta, ma un giorno te ne renderai conto, quando anche il dolore di oggi si sarà stemperato in malinconica dolcezza.
Avete vissuto qualcosa di prezioso, non a tutti è dato.
Buon Natale Dan, che sia sereno. Gas

Fly ha detto...

Daniel, fatico commentare questo post…
La partenza risuona dentro di me… come un grande dolore…
Sento il vuoto… sento la solitudine… sento la desolazione…
Sento l’impotenza….sento la frustrazione…
Sento un senso di fallimento… ma sento anche l’attacamento…
L’Amore… Sento L’Amore… il tuo Amore… l’Amore per
L’arte… l’ Amore per la mucica… l’Amore per le persone…
l’Amore per l’anima delle cose… e l’Amore per te stesso…
Ti sai ascoltare così bene… ti ascolti… come ascolti la musica …
E sai riprodurti così fedelmente… con le note del cuore così struggenti…
come un violino virtuoso…A volte così graffianti… come un’assolo di Sax
profonde e pacate di un pianoforte… rimbombanti come una grancassa…
e così via un ‘orchestra… diretta da un’anima che non si ferma all’apparenza delle cose…
Ti sento dentro di Me… per un’istante riesco pure a vibrare come te… a sentirmi parte dell’orchestra ed esprimere un frammento della tua opera…
C’è solo una nota stonata… il tuo componimento non sta suonando il tramonto…
Mi spiace Daniel… mancano ancora molte note prima del gran finale…
E sento che sarà un finale… che lascia senza respiro… e il primo a stupirsi…
Sarai Tu…
Ti abbraccio di cuore e di anima…
Fly

Anonimo ha detto...

imparato molto