domenica 7 settembre 2008

In quell’angolo di giardino



Da quando ho saputo che non ci sarai più
sono un ombra su questa parete di legno marcio
un mucchio di stracci umidi intrappolati
in questo gioco senza vincitori
che chiamano vita

Aspetterò la morte con te
proprio in quell’angolo di giardino
da dove per infiniti pomeriggi
hai atteso il giorno volgere alla fine
con i tuoi occhi gialli socchiusi

Sarò la tua consolazione
come tu lo sei stata per me
per quasi venti anni
della mia vita

14 commenti:

desaparecida ha detto...

mi spiace....
davvero daniel è successo anche a me....
ti abbraccio forte

Fly ha detto...

"Sarò la tua consolazione
come tu lo sei stata per me
per quasi venti anni
della mia vita"
Perdere 20 anni di consolazioni...
è come perdere un pezzetto di sè...
e quel pezzetto sarà la sua... consolazione...
Ti abbraccio forte...
Fly

Gas ha detto...

In qualche modo sono tornata. La gratitudine è una cosa così rara, ma non mi stupisce leggere della tua capacità di essere consolazione per qualcuno... sei Daniel, non può essere che così.
Ti abbraccio forte. Gas

PaganPoetry ha detto...

Non si chiamava così
ma era detto aquilone
perché quando appariva nel campo di erba
sembrava ondeggiare
e quando vedeva da lontano Maria
pareva innalzarsi
portato dal vento e dall’emozione.
(Vivian Lamarque)

unabbraccioforte.

riri ha detto...

Ciao Daniel,mi ha colpito molto la frase in cui sei tu quello che consola...
Un caro saluto

stella ha detto...

Sono venuta a conoscerti.Un caro saluto.

nienteebasta ha detto...

Forza Daniel, che le parole arrivano dappertutto..

A presto, un abbraccio..

Anonimo ha detto...

Un Orfeo dell'era moderna, ecco cosa sei.
Inchino e abbraccio
Alis

w ha detto...

il vincitore è la vita stessa. ciao d, di più non scrivo. sun on u

digito ergo sum ha detto...

daniel, oltre ad esserti vicino, non mi sento di dire nulla. tranne, forse, che il migliore modo per onorare la dipartita altrui, è vivere da re, anche per loro. sempre con loro.

ti abbraccio con affetto, amicizia, e sinceREZZA.

Giovanna ha detto...

in questi casi sono poche e forse inutili le parole che si dicono...spesso amiamo le parole, il loro suono ma in certi casi credimi sono davvero superflue ..mi unisco comunque a ciò che dice digito ergo sum perchè credo che quando qualcuno non c'è più noi siamo gli eredi di tutto! un abbraccio

zoe ha detto...

siamo consolati e consolazione.. mi viene in mente una lunga catena di vite, le une strette alle altre, mai realmente divisibili. è la vita di ciascuno, quella catena.

quell'anello non si separerà mai da te.

Laura ha detto...

Le parole non servono, in questi casi. Ma una presenza, seppure silenziosa, può dire molte cose...

Un forte abbraccio,
Laura

Noalys ha detto...

le preziose occasioni esistono eccome :)
te ne accorgi solo quando le percepisci... il più delle volte passano inosservate, nel fumo dell'incoscienza...
baci baci