giovedì 17 gennaio 2008

Cradle of stone



“You’ve got a power
You don’t know inside to you
You can lit fires
Everywhere you do want to”
You say the same words every time I reach you
Your waves for my burning are some little drops of rain

I can’t get higher
With my shoulders so heavy
My head’s a cavern
Where the shadows can make love
And in the deep darkness every kind of fear can
Bleed, I’m a little child just sinking in his tears

But in this cradle of stone I’m learning to grow
In this cradle of stone I’m speaking of God
‘cause there’s no ocean, no there’s no ocean, outside to me

As the clouds from the sun the light receive
I am fighting the shadows with this energy
‘cause there is non sky, no there is no sky, outside to me

No man, no mother
Can lead me where I will go
My path of sunset
Is where the west is a truth
I’ll dwelt in a place where there is not a time
A Land and I will count every joy, lie and regret

And in this cradle of stone I’m learning to grow
In this cradle of stone I’m speaking of God
‘cause there’s no ocean, no there’s no ocean, outside to me

As the clouds from the sun the light receive
I am fighting the shadows with this energy
‘cause there is non sky, no there is no sky, outside to me

16 commenti:

Daniel ha detto...

La culla di pietra

“Tu hai un potere
che non conosci dentro di te
Tu puoi accendere fuochi
In ogni luogo tu lo desideri”
Tu mi dici le stesse parole ogni volta in cui ti raggiungo
Le tue onde per il mio bruciare sono tante piccole gocce di pioggia

Io non posso andare più in alto
Con le mie spalle così appesantite
La mia testa è una caverna
Dove le ombre fanno l’amore
E nell’oscurità profonda ogni tipo di paura può sanguinare
E io sono un piccolo bambino che sta affogando nelle sue lacrime

Ma nella culla di pietra sto imparando a crescere
Nella culla di pietra sto parlando di Dio
Perché non c’è nessun oceano, non c’è nessun oceano, fuori da me

Come le nuvole ricevono la luce dal sole
Io sto lottando contro le ombre tramite questa energia
Perché non c’è nessun cielo, no non c’è nessun cielo, fuori da me

Nessun uomo nessuna madre
Può guidarmi dove andrò
Il mio sentiero del crepuscolo
È dove l’ovest è una verità
Io risiederò in un luogo dove non c’è un tempo
Un terra dove conterò ogni gioia ogni bugia ed ogni rimpianto

E nella culla di pietra sto imparando a crescere
Nella culla di pietra sto parlando di Dio
Perché non c’è nessun oceano, non c’è nessun oceano, fuori da me

Come le nuvole ricevono la luce dal sole
Io sto lottando contro le ombre tramite questa energia
Perché non c’è nessun cielo, no non c’è nessun cielo, fuori da me

--------

Continuo a raccontarvi il mio viaggio in Bretagna. Questo pezzo un tantino “misticheggiante”, l’ho scritto presso il sito denominato Roche au feés (roccia delle fate): si tratta di un sito megalitico a sud di Rennes.. nello specifico un Dolmen. Il luogo mi ha trasmesso un gran senso di pace. Dentro alla struttura mi sono sentito come in una culla (“cradle” appunto)… le parole e la melodia.. sono venute da sole…
In questi momenti mi sembra quasi di avere la realtà intera dentro.. e che tutto ciò che vedo e sento sia in realtà una proiezione del mio pensiero.. Insomma una sorta di idealismo soggettivista alla Berkeley (la conoscenza e la realtà sono semplici fatti di coscienza individuale, ossia alla realtà del soggetto pensante, inteso sia in senso individuale che universale). Lo so, sono pazzo. Deve essere il periodo nero che mi porta a tali proiezioni mentali estreme.
Daniel

Laura ha detto...

Mi piacerebbe tanto vedere i luoghi di cui parli. Se un giorno organizzerò il mio Grand Tour, chiederò a te di consigliarmi l'itinerario migliore...

Laura

Sabi ha detto...

Certo che puoi anche tu chiamarmi Dolcezza, tu mi ispiri dolcezza e non sento in te la pazzia, sento ben altro e penso di avertelo detto altre volte...
Sei una persona profondamente sensibile e la sensibilità è un gran dono, ma provoca anche molto dolore, il farsi domande, cercare risposte, cercare la nostra essenza profonda e sperare che chi amiamo la riconosca è un percorso difficile e molto spesso senza meta... ma come ho sempre pensato è il viaggio che conta.
E tu continui a viaggiare, ed ogni luogo ti porta emozioni nuove... questo tuo scritto (pezzo lo chiamerei) ha un senso mistico, però io non ho trovato nelle tue parole la pace che tu dici di aver sentito lì dentro... più che pace hai espresso un continuo maremoto interno, un continuo avvinghiamento di te su te...
Non so se mi sono spiegata, ma penso tu mi abbia capita...
Puoi andare più in alto, Daniel, lo puoi fare, forse non in questo momento, ma lo farai ed io spero tanto di essere qui e poter assistere al tuo volo leggero...
e vorrei darti un po' di quella dolcezza di cui tanto hai bisogno, fondere i pensieri in un abbraccio e farti arrivare tutto il calore che tu riesci a trasmettere a me...
Un bacio di quellì lì ;)

Anonimo ha detto...

Tu hai visitato la cattedrale di Chartres?..è incredibile nel mio sogno sentivo che era quella,,sono un appassionata di cattedrali..medio evo, canti gregoriani..e di miti e leggende di quel periodo
ho divorato "i pilastri della terra"letto molto sul discendenza dei Carolangi la stirpe di M maddalena.letto molti vangeli APOCRAFICI..AMO le storie dei templari..e tutto ciò che riguarda eventi storici in particolar modo ti dicevo il medio evo, in assoluto.....
Ken follet non è il mio autore preferito ma quel racconto è stato un vero piacere intimo..finirlo di leggere mi ha procurato sofferenza,,in più parlava di un sogno che vorrei realizzare ...Andare a Santiago di compustela.che lui cita come famoso pellegrinaggio...
un bacio, come a solito ho scritto con ho l'intestino ma spero che tu hai compreso
grazie per il commento..mi ha fatto molto piacere
maddy

Noalys ha detto...

Lo sai? E come fai a saperlo che i viaggi li vivo così? ;P
Io ho un legame stretto, forse troppo, coi miei... A volte questo cordone ombelicale sento che mi si attorciglia alla carotide, ma ho solo loro, e non li avrò per sempre...

F ha detto...

L'hai trovato si....
Come ho fatto a smettere di pensare? Non lo so, forse per spirito di sopravvivenza. Ero al culmine della stanchezza mentale, allo stremo delle forze.
Ma appena ritrovata un pò di energia... rieccomi punto e a capo.
Non sei pazzo Daniel. Non lo sei affatto.

F ha detto...

Certo che c'è posto. E c'è anche u bicchiere pieno di vino che ti aspetta.

Robby ha detto...

Amico Daniel, anche questo post è molto suggestivo. Non so perchè, mi viene da pensare che mi sembra il tuo guardare alla vita con un cannocchiale. Che se fosse girato dalla parte opposta ti proietterebbe verso il cielo.
Speriamo sia vero, speriamo di vederlo.
Un abbraccio.
Robby

Fly ha detto...

Daniel nel dolore si cresce...
mi hanno sempre fatto arrabbiare le persone che mi dicevano così...
ma è vero Daniel... nel dolore si può crescere... si può arrivare in basso e si può arrivare in alto...
ma l'alto ed il basso in un cerchio coincidono... e tu sei in quel cerchio come una culla di
pietra... ma lasciati cullare...
non opporti... lascia che sia...
Visiti il mondo... in realtà stai
percorrendoti... senza pietà... fino in fondo...
Sono commossa...
Fly

Fly ha detto...

Daniel nel dolore si cresce...
mi hanno sempre fatto arrabbiare le persone che mi dicevano così...
ma è vero Daniel... nel dolore si può crescere... si può arrivare in basso e si può arrivare in alto...
ma l'alto ed il basso in un cerchio coincidono... e tu sei in quel cerchio come una culla di
pietra... ma lasciati cullare...
non opporti... lascia che sia...
Visiti il mondo... in realtà stai
percorrendoti... senza pietà... fino in fondo...
Sono commossa...
Fly

Anonimo ha detto...

E' questa la vera magia del viaggiare, il "viaggio" interiore che accompagna il nostro andare, che si mescola ad esso, si intreccia, fino a divenirne parte determinante ed integrante.
A volte è come un lento guarire, altre è prendere coscienza di ciò che non vogliamo vedere od accettare, altre ancora è per ricordare, altre per dimenticare, altre... Ma sempre c'è una spinta, una molla e quando ne siamo consapevoli, il tutto acquista nuovi colori, nuovi odori,nuove sensazioni, come se i sensi tutti fossero all'erta...
Bello, bellissimo come sempre leggerti e la tua pazzia è confortante e struggente poesia. Gas

Anonimo ha detto...

Ti devo confessare una cosa per correttezza..ho preso spunto dall' albero nodoso che ho intravisto nel tuo blog..spero che mi perdonerai questo furto di input...ma era già tutto dentro me....
NO,Dani non temere..ammettere di essere deboli.la consapevolezza di questo stato emotivo..è già un punto di forza..
se sei caduto..e prendi atto che devi fare uno sforzo,anche se è pensi di non farcela.già si è innescato il bellisssimo canto che l' inno alla vita...è in noi..se le sconfitte sono lanterne della nostra esistenza..è perchè sappiamo che arriveremo nel non posto..ch è in ognuno di noi..il nostro spazio vitale..l' incontro che ognuno ha dentro se..con il cosmo..è un puntino inizialmente.ma poi con gli anni diventa il centro della nostra gravità....e la luce sarà nel nostro cuore
Se pensi che so matta..pensi giusto ihiihiih
Inutile dirti l' invidia che provo, senza ritegno che hai visitato la mia cattedrale..potevi avvisarmi mi sarei vestita di luce..non capitano spesso visitatori dell' anima..osservatori cosmici.le guide travestite da nick....
un bacio dolce..me lo posso permettere ne ho l' età...quella della ragione iiihhi maddy

Uova a Colazione ha detto...

Brindiamo alle chiacchiere e al silenzio. Al futuro, alla serenità. Brindiamo a noi stessi, alle nostre debolezze. Alla malinconia, a una notte di sonno intera. Brindiamo al rumore del mare, al calore di un abbraccio.
Ci stai?

la tua cloe ha detto...

Sì che puoi arrivare piu' in alto. Sì che puoi, Dani! E non permettere mai che qualcuno ti convinca del contrario.
Vieni qui.. mi manca il tuo abbraccio

Noalys ha detto...

Tesoro mio, vorrei che fosse forza... E' che non ho scelta, capisci?

Elisa ha detto...

E' l'amore che dà la vita...ma quell'amore che non ha volti,quello che non ti farà mai soffrire
e poi è vero,tutto il mondo è dentro di noi,solo che dobbiamo raccontarcelo per capirlo...
invece,nella tua culla di pietra,l'hai sentito.
Devi ancora riconciliarti con te stesso,accogliendo morte e rinascita come un dono
il tuo sangue prezioso che scorre da ferite segrete laverà anche l'orrore e la vergogna
Le tracce che cerchi hanno impronte divine,ma a seguirle saranno i tuoi passi di uomo.
Noi condividiamo il cammino
Elisa