giovedì 10 gennaio 2008

I'm falling.. I am falling



L’ultima cosa che ho veduto è stata l’ombra della tua lapide obliqua. Mi è parso di intravederla accanto alla strada che lascia Quiberon per la côte savage, dirigendosi sfacciatamente verso l’oceano inquieto. Non mi sono fermato e l’ho percorsa tutta senza timore. Così come vuole questa terra impavida che non ha paura dell’acqua gelida. Che non teme un oceano a cui è avvinghiata da prima dell’invenzione del tempo. Mi sono spogliato sotto una pioggia intensa di gelo e colorata di bianco da questo gennaio distratto. Ho osservato la mia pelle nuda mescolarsi con la sabbia grigia, fintanto che la luce me lo ha permesso. Mi sono sentito forte e solo come un dio malato di morte. “Have no fear for when I'm alone I'll be better off than I was before”. Ho allontanato il freddo incendiando stracci umidi di speranza. Ho finto di dimenticare la mia debolezza di uomo sconfitto. “I've got this light I'll be around to grow. Who I was before I cannot recall”. Poi la sera ha scacciato il tardo pomeriggio da questo eden desolato. La luce è affogata nell’acqua ingorda, come esule diretto a ovest, verso una terra nuova. Ed io mi sono lasciato avvicinare dolcemente dalla notte e dalla marea. Ho permesso all’acqua gelida di accarezzarmi le gambe. Le ho permesso di sfiorarmi come un’amante. Ho concesso al mio corpo di rabbrividire silenziosamente. Senza piegarsi. Senza contorcersi. Senza fuggire di fronte al terrore della morte e dell’Amore. E ho ascoltato la mia anima conversare con l’oceano. Entrare nelle onde. Senza temere di schiantarsi sugli scogli limacciosi e aguzzi della baia. “I'll take this soul that's inside me now like a brand new friend I'll forever know”. Ho raccolto la marea gelata nei palmi uniti delle mie mani. E ho portato l’acqua al volto. Il sapore del sale sulle labbra. Il freddo pungente sulla pelle difesa da una barba sottile. Il bruciore negli occhi socchiusi…….. Cosa attendo qui adagiato sul bordo estremo del continente? Alle mie spalle, l’Europa decrepita e illusa di futuro. Oltre il rumore delle onde, un’America ingozzata nella sua stessa avidità. Dentro di me il silenzio di una vita che spezza i sogni con una facilità disarmante. Non posso fare altro che arrendermi davanti a questo oceano. Lasciarmi cadere. Abbandonarmi su questo suolo fatato. Confine fra la terra e l’acqua. Fra il giorno breve e la notte sconfinata. Fra il corpo e l’anima. Di un uomo. “Long nights allow me to feel...I'm falling...I am falling. The lights go out. Let me feel I'm falling I am falling safely to the ground”.

Le parti in inglese sono tratte da “Long Nights” by Eddie Wedder

22 commenti:

Fly ha detto...

Non sai come mi rimescolano i tuoi post… mi percorrono dentro come un dèjàvu… ruvido come un guanto di crine… ma toccante e commovente come un petalo di rosa…
Non so se prevalgono le sensazioni fisiche che descrivi o le sensazioni dell’anima che riproducono fedelmente…
Sembra che quando irrompe il silenzio di una vita che spezza i sogni con una facilità disarmante… tu voglia riprodurre
l’istante che separa la vita dalla morte… quella caduta infinita… nelle braccia dell’ignoto… quasi esorcizzandone la paura… o provando cosa significhi fisicamente il dolore dell’infrangersi di un sogno… quasi che quel male fisico possa
soffocare quello emotivo…
Ora ti dirò qualcosa di mio, molto intimo …
Io vivo questo estremo analogamente a Te… portanto il mio corpo e la mia anima all’istante tra la non vita e la vita…
Ma nell’estremo opposto che se vuoi può coincidere ossia la nascita… dall’abbandono di quel limbo infinito… alla consapevolezza di esistere… dal sogno alla vita…
E’ una tecnica che ho acquisito, che mi da molto in termini di rinascita… richiede un approfondimento ma esula dal commento e forse dal tuo interesse…
Abbraccio la tua sensibilità viva e audace…
Fly

Sabi ha detto...

Dentro di me il silenzio di una vita che spezza i sogni con una facilità disarmante.

parlano troppo questi silenzi mio caro Daniel... scrivi in un modo che fa venire i brividi sulla pelle...

baci Sabi

Anonimo ha detto...

Non conoscevo l'interpretazione celtica di cui mi hai raccontato e dopo averla letta, credo di aver capito perchè questi alberi esercitino su di me tanto fascino, sin da quando ero bambina. Perchè sono il simbolo di tutto ciò che io non sono.
Troppe emozioni, ecco perchè non riesco mai a placarmi...ma senza di esse non riuscirei a vivere.
I tuoi post sono spesso la voce narrante di certi miei modi di sentire, conficcati così in profondità, dentro di me, al punto che mi è, il più delle volte, impossibile farli uscire in superficie. Finirò mai di dirtelo? Bentornato Dan. :-) Gas

Noalys ha detto...

ben tornato daniè! Iniziavi a macarmi! Posso pure fare 10 mila km in tre giorni, basta che mi fai viaggiare!
Perché hai scritto "Colpito e affondato"?
Bacio.

Robby ha detto...

Per prima cosa: avevi ragione nel tuo commento. Impossibile tacere per chi ha le parole che sgorgano da dentro. Io ho bisogno di scrivere e lo faccio da ben prima di iniziare sul blog.

La seconda cosa: scrivi straordinariamente bene. Ma questo lo sai perche' te lo hanno detto mille volte. Posso dirti che scrivi parole come fossero musica. E preferisci appunto la musicalita' al significato compiuto e comprendibile. Scegli l'emozione sulla pelle che non quella della mente. Ma tutto questo non ti gratifica vero Daniel? Non ti gratifica. Perche' quello che desideri e che paghi a poco prezzo, altri lo hanno senza sforzo.
Destino d'artista... mi sembra che tu ti sia arreso a questo destino e non combatti per cambiarlo.
Perdona la presunzione di questo commento.
Buona serata mio nuovo amico.
Robby

la tua cloe ha detto...

Ti voglio bene, Dani.
Anche quando non ci sentiamo per un po'. Anche quando non riesci a commentare nel blog.
Sento di volerti quando rientro e trovo nei tuoi post tutta la tua sensibilità straordinaria. Quando mi manchi. Quando ti penso.
E sento di volerti bene quando trovo, tra i tuoi link, quello della ragazza migliore del mondo, più bella del mondo, più dolce del mondo.. la mia meravigliosa Jana.
Ci sono, Dani. Ci sono.
E ti abbraccio

Daniel ha detto...

Cari tutti.... purtroppo il problema dei commenti sui vostri blog persiste.. tutti i vostri myblog mi impediscono di commentare... appena invio il commento mi segnala "errore, pagina non trovata". Riesco a commentare solo altre tipologie di blog... Forse che i vostri blog si siano stancati delle mie troppe parole?!! Comunque sia mi dispiace tanto perché avete scritto cose che mi fanno venire voglia di scrivere e di commentare, e non poterlo fare mi fa arrabbiare... Intanto rispondo alle belle cose che mi avete scritto qui, sul mio blog, ammesso che anche lui non mi ripudi!
Daniel

Daniel ha detto...

Per Fly.

Cara Fly... che dirti... hai centrato il punto.. ancora una volta.. tutta la mia prosa altro non è che una metafora del confine.. fra la vita e la morte.. la terra e l'oceano, con le sue maree... che sono il confine che si sposta... Un ragionamento che davvero mi ha ispirato la marea della cote savage in Bretagne...
Il confine che si sente sul fisico e nell'anima..
Quello che mi dici mi interessa molto. Credo che il confine fra la morte e la nascita, lo si debba affrontare durante la vita. Credo che affrontarlo in modo consapevole possa dare molto. Mi piacerebbe molto che tu approfondissi l'argomento...
ti abbraccio e ti ringrazio.
Daniel

Daniel ha detto...

Per Sabi

Cara mia, hai citato quella che forse è la frase che più spiega il mio stato in questo momento.. davanti all'oceano mia sono guardato dentro e ho sentito nascere queste parole... grazie davvero per la tua sensibilità..
Daniel

Daniel ha detto...

Per Gas

Gas, lo sapevo che la lettura celtica degli alberi avrebbe stupito la tua sensibilità.. e chi ti ci saresti ritrovata.. come faccio spesso io da quando, molti anni fa, ho iniziato ad interessarmi di tradizione celtica.. gli alberi spesso ci parlano di noi stessi... così come ogni angolo della terra su cui viviamo e a cui siamo indissolubilmente legati.
Se in qualche modo posso dar voce anche alla tua emotività... beh .. non chiedo di meglio, credimi, ne sono lusingato.
ti abbraccio
Daniel

Daniel ha detto...

Per Noalys

Oh come vorrei commentare gli ultimi post che hai scritto! In questo momento mi graffi l'anima come non mai! Hai scritto cose che mi hanno davvero preso dentro, il cuore, lo stomaco, la mente.. Ok, allora al prossimo viaggio penso di andare in Siberia con la bicicletta elettrica, vieni?! ;-)

Colpito e affondato..perché hai descritto in modo spietato una cosa che ho sempre sentito dentro.. con forza... senza lasciare nessuna parola da aggiungere.. senza lasciare respiro.. yes my dear, there's something of wrong inside.. no doubt about it
Daniel

Daniel ha detto...

Per Robby

Da un po' ti leggo e da un po' volevo scriverti che mi piace leggerti perché sei una persona che non teme l'auto-introspezione, che non ha paura di scavarsi dentro, anche in profondità.. e questa è la qualità che preferisco nello scrivere.
Non avevo dubbi sul fatto che scrivessi da molto prima di iniziare il blog.. si vede che per te, come per me, è un bisogno quasi fisico.. per questo ti ho detto che è come una fonte.. deve sfogarsi..
Per quanto dici su di me... intanto grazie mille... Poi: non posso negare che quello che hai scritto sia in gran parte vero... scrivere è la mia più grande consolazione.. ma non mi gratifica certamente abbastanza per vivere bene... anzi.. a volte ho accusato il mio scrivere in continuazione, di essere il motivo della mia incapacità di vivere.. non è così.. ne è solo il riflesso.
Sei una persona molto sensibile, grazie. Sono contento di averti incontrato.
Buona giornata
Daniel

Daniel ha detto...

Per la dolce Cloe

Cloe, se tu sapessi quante volte ho tentato di scrivere.. di commentare.. e quante volte mi è venuto fuori quello schifoso errore tecnico! grrrrr
Ti ho scritto tante cose, magari te le mando via mail che facciamo prima....
Grazie per le tue parole.. per il tuo affetto.. per la tua umanità che non hai mai paura a mostrarmi..
Meriti la Vita, quella con la V maiuscola.. e sono davvero contento che in questo momento il soffio della vita spiri con foza dalle tue parti...
Ti abbraccio...un bacio
Daniel

Noalys ha detto...

Ohi Ohi ma proprio al freddo in Siberia? A me che sono amante del mare! E poi s'era detto in macchina, non in bicicletta elettrica... Che io in bici non ci so andare. E' già tanto se guido! ;P
Sì che c'è qualcosa di sbagliato, ne sono profondamente convinta... E c'è quel tumulto che non ci abbandonerà mai, o che forse un giorno uccidremo... Ma di questo sarà scritto nel prossimo post... ;)

Robby ha detto...

Sai Daniel, sul tema della gratificazione dello scrivere e di come questo si incontra (scontra?) con il vivere, non ho tirato a indovinare... ma ti ho attribuito, leggendo certi tuoi toni, pensieri che in alcuni momenti mi hanno attraversato. Ci potrei fare un post su qusto tema... anzi, credo proprio di farlo.
A presto!
Robby

Robby ha detto...

Detto... fatto. Ho completato il commento che stavo per scriverti facendone un post.
Ciao.
Robby

Anonimo ha detto...

beh daniel finalmente ti leggo uhmm che scrivere...sei stupendo,,ma già lo hais entito mille volte....
un volta in più.....è ancora più bello hiihihhiiihih maddjna

Elisa ha detto...

La punta estrema di un confine...trovarsi là è figlio di una scelta e di una condizione.
L'uomo ha sete d'infinito,ma vive solo all'interno dei suoi limiti,col peso della storia e di conflitti figli di cultura e struttura.
Solo col sentire riusciamo ad andare oltre,ma c'è una spiaggia deserta ad accogliere questo abbandono alla vita,che sa di morte...
Ciao
Elisa

Noalys ha detto...

Ehi.. Finalmente ti rileggo anche da me...
Grazie per avermi postato la venticinquesima ora.. E' un po' come il 32 dicembre di De Crescenzo... Sono nel pieno della venticinquesima ora del mio trentadue dicembre... E come ti scrivevo anche da me... Sento la rabbia dentro, la sento forte, la sento crescere, ma non ho voglia. Non ho voglia di nulla, né di lottare, né di combattere.. Non so se voglio più nemmeno ciò che voglio. Tutto può anche andare a farsi fottere in questi giorni... Mi crollasse il mondo addosso credo che mi scosterei con indifferenza... Ti abbraccio.

honey ha detto...

un oceano così, sentito con questi occhi, mi farebbe stare bene.. altro che felici per forza.. sono d'accordo con te, daniel. strada sbagliata. anche quando la tua strada cade a pezzi. buon anno anche a te. senza cercare la felicità. ma magari trovandola.. hihi..

Anonimo ha detto...

Ho del tempo.. se posso usare questa espressione..delle ore forse è più corretta e la differenza non è un caso..ti ho letto.ma non con la mente..ho dovuto farlo in una posizione diversa..ho preso la chiave..l' avevo nasconta ipocritamante male.per ritrovarla.. e ho lasciAto aperta la porta delL' anima..e cosi gli occhi si sono riempite di parole..che LE hanno direttamente dirottato in essa...e cosi ti ho assorbito...con avidità.curiosità..sorpresa...
ho rimesso A posto la chiave.. non serve...se poi ne conosci l' ubicazione.non si può mentire a se stessi..sono stata tradita.delusa..ma non mi hanno uccisa..non posso fingere di essere mortA..NON LO SARò MAI
UN BACIO FORTE SEI STUPENDO E SONO SINCERA AL MIDOLLO..MADDY

Anonimo ha detto...

good start