lunedì 14 gennaio 2008

I wonder where did I go wrong



Appena hai finito di parlare ha iniziato a piovere. Una pioggia fredda e oleosa che ha coperto il parabrezza della macchina. Petrolio nero negli occhi. Ho perduto subito la percezione del contorno del tuo viso. Sono rimaste soltanto le tue parole a rimbombare nel silenzio. A coprire il rumore del motore. Poi mi sono fermato. Ho atteso di riuscire a parlare. Pur non sapendo cosa dire. Ecco di nuovo l’epilogo. Una parola che ormai dovrebbe essermi famigliare. Come lo è il tuo nome bisillabico. Ma che ancora mi sa di morte e di freddo. Che ancora fatico ad accettare. Tu parli di qualcuno che non sono io. Io non sono qui, seduto accanto a te. C’è soltanto il mio riflesso sul vetro. Spezzato dalla gocce che scendono. Spezzato come le nostre promesse di cartapesta. Promesse comprate con il sangue. Lo stesso che ora si è fermato in attesa di uno sguardo che non arriva e non arriverà mai. Non è il momento di parlare. Forse un giorno. Forse altri due noi stessi in un altrove oggi sconosciuto. “And maybe someday we will meet. And maybe talk and not just speak. Don't buy the promises 'cause there are no promises I keep. And my reflection troubles me. So here I go”. Io non piango. Il mio cuore sanguina ma tu non puoi vederlo. Dici che non possiamo continuare così perché non provi più ciò che sentivi. Dici che non mi meriti, che sono troppo per te e lo abbiamo sempre saputo. Cerco il tuo sguardo per capire dove sta la verità. Dietro quale menzogna o quale paura si nasconde. Non lo trovo. Solo il buio fioco di lampione di periferia. Ma io fuggirò lontano. Dove non mi troverai più. “Hello, hello. There is no place I cannot go. My mind is muddy but my heart is heavy, does it show. I lose the track that loses me. So here I go.. So I set out to cut myself and here I go”. Mentre la macchina riprende a muoversi senza che io lo desideri, cerchi la mia mano. Ti dico di non toccarmi con una rabbia che non conosco. Così come non riconosco il mio sguardo sullo specchietto. Eppure desidero il tuo contatto. Aspetti qualcosa da me ma io rimango muto e immobile. Una statua di sale pronta a sciogliersi sotto questa pioggia che vorrebbe essere neve. Alzo la voce come non ho mai fatto. La mia ferita brucia troppo. Devo coprire il dolore con la collera per sentirlo meno. “I'm not calling for a second chance, I'm screaming at the top of my voice. Give me reason, but don't give me choice, ‘cos I'll just make the same mistake again”. Poi ci lasciamo. Dico che non voglio più vederti davanti ai miei occhi. Scendi piangendo. Poi ti richiamo. Il dolore è insopportabile. Torni grondante di pioggia. La serata diviene un’agonia interminabile. Stare con te mi fa male ma non riesco a staccarmi. Torno a casa navigando in un presente che non mi appartiene più. Non guardo la strada ma un cielo vile che ora lascia intravedere qualche stella. Per dirmi che nulla cambierà nel cosmo per questo mio infimo e misero dramma. A casa mi aspettano un letto disfatto e un silenzio che soffoca. Il peso delle tue parole mi schiaccia il petto. Come se qualcuno mi stesse premendo con forza il costato. E io dimentico come si fa a respirare. “So while I'm turning in my sheets and once again I cannot sleep. Walk out the door and up the street. Look at the stars beneath my feet. Remember rights that I did wrong.. Look at the stars falling down and I wonder where did I go wrong”.
Le parti in inglese sono tratte da "Same mistake" by James Blunt

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Ah Daniel...che illusione pensare di sconfiggere il dolore con la rabbia. Eppure, in quei momenti, è l'unica via di uscita che ci pare percorribile e ad essa ci aggrappiamo pur sapendo bene che poi, ci ritroveremo lo stesso in frantumi. Ti abbraccio, perchè in questo momento è un desiderio insopprimibile e poi tu, lo so bene, che sei un morbido cuscino di piume. Gas

Sabi ha detto...

Daniel Daniel... sì ci sono volte in cui si crede che la rabbia riesca a sconfiggere il dolore, ma sappiamo bene che non è così... è soltanto una difesa, nel momento in cui ci sente deboli, fragili, insicuri e si soffre si alza la voce, si grida e si usa la rabbia come deterrente... non serve, già... non serve, ma in quel momento magari è la nostra unica ancora di salvezza.
Guardo la statua di sale e vedo invece il pupazzo di neve che sotto non sta aspettando che un po' di sole per potersi riscaldare e sciogliersi completamente al sole...
Arriverà quel sole? chissà... me lo chiedo anche io.
Ti abbraccio dolcezza, perchè tu per me sei una dolcezza ;) ciao Sabi

Noalys ha detto...

Non chiedere scusa per uno sfogo. Mai. Le mie parole sono uno sfogo. Lo sfogo beffardo di colui che si sente sconfitto, fallito e perdente. E che non ha più voglia di combattere. Quindi ha perso la guerra.
Siamo in due a voler sparire. La Siberia inizia a piacermi come meta, magari il freddo, visto che lo odio, mi uccide più in fretta.

Fly ha detto...

Caro Daniel... certi giorni da vivere sono proprio difficili...
e ti chiedi cosa c'è di sbagliato... qual'è quel destino crudele che si abbatte... come la pioggia senza tregua... su una statua di sale...
La rabbia altro non è che una ferita aperta che sanguina... un dolore non assimilato... un'emozione negativa che non è stata metabolizzata... e rimane nei tessuti pronta ad esplodere...
come una fionda di un elastico a lungo tirato..
Daniel ti abbraccio di cuore...
Fly
P.S. a proposito di problemi tecnici di comunicazione... hai ricevuto le mie mail.

Noalys ha detto...

Valigia? Solo il costume da bagno. Così facciamo più in fretta.

Sabi ( o Mai) ha detto...

"E grazie a tutti per le belle parole..grazie a Sabi e a Mai.. che mi sono davvero care.. ma davvero!"

Anche tu sei davvero caro a Sabi ed a Mai ;) un abbraccio grande

Robby ha detto...

Quello che scrivi è chiaro, duro e conosciuto... anche se in altre forme, in altri modi e in un altro tempo. Forse si riesce a godere anche del proprio dolore. Forse è possibile...
Quello che mi viene da chiederti è: permetterai ancora che questo accada? (Never more!)
... mi fai venire ancora il desiderio di scrivere un nuovo post collegato a questo su questo tema ...

Magari ci lavoro un po'.
Buona serata.
Robby

N.B. il tuo commento sul mio blog è perfetto, dunque non aggiungo nulla sul tema.

Noalys ha detto...

Oh ne ho una collezione, ma mi sa che prendo quello di quest'anno... O quello rosso.. Boh, io li porto tutti e due... Se stai bene in Bikini ti do quello che non metto ;)

w ha detto...

cut. don't think about it anymore. no, le scariche elettriche non scacciano i fantasmi. i fantasmi non esistono. solo processi chimici nella mente. sun on you

Sabi ha detto...

stare con te mi fa male, ma non riesco a staccarmi... spesso si crea una sorta di dipendenza, dipendenza anche alla sofferenza per non perdere quei momenti di gioia che invece di fanno salire alle stelle... e per quei momenti siamo in grado di reggere tutta la sofferenza "allegata"...
Buongiorno Daniel, come vedi anche tu sei diventato per me una sorta di dipendenza, ormai non posso più fare a meno di te ;) bacio

Noalys ha detto...

Vabbeh, io amo il rosso, quello lo metto io... A te rimane quello nero e rosa :D ...

Noalys ha detto...

Ma il niente non è decoroso!
Uhm.. Allora si potrebbe fare niente, così eliminiamo il problema del fashion e ci consegnamo nudi alla nuda madre terra dopo qualche km di ghiaccio... ;)

Sabi ha detto...

atarassia... suvvia Daniel siamo seri, davvero tu stai lavorando alla cancellazione di ogni emozione? davvero pensi che sarebbe un bel vivere trascorrere il resto dei giorni nella quasi serenità e pace?
Mah... non discuto, ma non sarebbe per me, amo le grandi emozioni, i picchi altissimi anche se poi presuppongono la caduta in burroni profondissimi...

Anonimo ha detto...

Ti dico una cosa molto importante per me,per il mio vuoto esistenziale di questo periodo..sei riuscito a trascinarmi,,ero di nuovo in quelle lacrime,in quel gesto di rabbia,,eo di nuovo cuore,amore,gelosia crudelta..per un attimo di nuovo donna.
grazie daniel.il tuo dolore..le tue parole..le ho sentite,,non mi capitava da molto oramai, sei bravo..ma ciò è banale..sei oltre...maddy