venerdì 22 febbraio 2008

Oltre il capolinea


Come chi dice che non c’è più nulla
oltre il capolinea
e non stende le lenzuola sul fango
né schiaccia i sassi con i talloni

La mia voce gioca con questa notte
ne canta le melodie:
note affogate nel mare bianco
parto delle terre alla deriva

Striscia dentro l’enigma occultato
ma brucia impietoso:
cosa sarà dei secoli fuggiti
tra le pieghe delle notturne carte?

La luna sudicia filtra dal vetro
e cuce i ricordi
sulla mia retina atrofizzata
dalle parole gridate nel buio

7 commenti:

isottalamora ha detto...

Resto in silenzio leggendo ciò che scrivi.
Non riesco nemmeno a pensare...è come se questo dolore avesse un peso specifico, ne rimango stordita.
Non posso che complimentarmi.

Un saluto

quetar ha detto...

proprio per il sospetto che dopo non ci sia più nulla si deve onorare ogni giorno con il massimo della festa e del rispetto
perchè la magia dell'alba sia una scontata meraviglia , che suona come assurdo ma, pensaci, poco è scontato e anche meraviglioso.

isottalamora ha detto...

Hai perfettamente ragione...

Un abbraccio

Noalys ha detto...

Splendida la prima strofe.

Sì, prendila pure come uno spiraglio di speranza... Un bacio.

gabry ha detto...

Maddy-Delfino oggi torna a casa!
Se vuoi dalle il bentornata sul suo blog
http://vivereperraccontarla.myblog.it/

quetar ha detto...

daniel ,come a voler diore : conosco un sacco di teoria.
salute doc.

Fly ha detto...

Non appartieni a coloro che non credono all’enigma…
Tu lo vivi ogni giorno… fosse solo alla luce di una luna sudicia
La tua retina atrofizzata presto si sveglierà…
Perché la tua retina non è collegata solo alla mente…
E non avrai più bisogno di gridare le tue parole nel
Buio….
Perché le vedrai davanti a Te… a te ritorneranno…


Un buon auspicio…
Fly