domenica 3 febbraio 2008

Gach’re là go maith


Poisoned by a life that’s not
Mine
With my eyes wide opened oh
Why
I still walk on?
I steal this song?

Calling rhymes as they’re almost
Divine
Words can’t say what is an Imbolc
Night
Now its’ just an afternoon
And the fog makes all confused

White fog of Imbolc
I have known
It’s not the wisdom
I have called
It’s just a time in which forgotten is the time
There are no past and no future ‘gainst to fight

So I ask the clock
To the gods
And put the seconds
And the thoughts
Into the flames of the bonfires to make them
Only a far remembering as a legend

The faults which so many could
Find
Lose every sense into this mind
That is eternal
That is eternal

White fog of Imbolc
I have known
It’s not the wisdom
I have called
It’s just a time in which forgotten is the time
There are no past and no future ‘gainst to fight

So I ask the clock
To the gods
And put the seconds
And the thoughts
Into the flames of the bonfires to make them
Only a far remembering as a legend

4 commenti:

Daniel ha detto...

Ogni giorno successivo sarà buono

Avvelenato da una vita che non è
La mia
Con i miei occhi spalancati
Perché
Ancora vado avanti?
E rubo questa canzone?

Chiamando rime come fossero quasi
Divine
Le parole non possono dire che cosa è
Una notte di Imbolc
Ora è soltanto pomeriggio
E la nebbia rende tutto confuso

Bianca nebbia di Imbolc
Io ti ho conosciuto
Non è la saggezza
Che ho chiamato

Ma soltanto un tempo in cui il tempo sia dimenticato
In cui non ci siano un passato e un futuro contro cui combattere

Così io chiedo l’Orologio
Agli dei
E metto i secondi
E i pensieri

Nelle fiamme dei falò per renderli
Solo un lontano ricordo, come le leggende

Le colpe che in tanti possono
Attribuire
Perdono ogni senso in questa
Mente
Che è eterna
Che è eterna

Bianca nebbia di Imbolc
Io ti ho conosciuto
Non è la saggezza
Che ho chiamato

Ma soltanto un tempo in cui il tempo sia dimenticato
In cui non ci siano un passato e un futuro contro cui combattere

Così io chiedo l’Orologio
Agli dei
E metto i secondi
E i pensieri

Nelle fiamme dei falò per renderli
Solo un lontano ricordo, come le leggende

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Ho scritto questo pezzo in occasione di Imbolc, una della più importanti feste sacre della cultura celtica, con cui si apre il secondo quarto dell’anno. Imbolc è collocata tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, nel calendario cristiano è stata trasformata nella ricorrenza della Candelora (2 febbraio). Imbolc nella celebrazione del calendario celtico è considerata la fine della stagione rigida e fredda… una sorta di purificazione all’uscita dei rigori dell’inverno. Questo perché per la cultura druidica tutti i cambiamenti avvengono nell’oscurità e nel silenzio della notte.. mentre ancora l’inverno e il freddo imperano, la Natura mostra che la vita sta di nuovo nascendo.. silenziosamente.. e prepara l’arrivo alla primavera.. Ad Imbolc l’inverno è “incinta” dell’estate.. Infatti il termine Imbolc deriva dal gaelico irlandese “I m bolg” che significa “nella pancia”.. nel ventre avvengono i primi cambiamenti.. che porteranno alla nuova stagione. Intanto in questo momento gli animali ricominciavano a dare latte e fiorivano inspiegabilmente i primi fiori nella neve e nella nebbia..
Il titolo del pezzo, in gaelico, vuole dire proprio “Ogni giorno da qui in avanti sarà un buon giorno”.. nel senso che ogni giorno sarà meno inverno e più primavera.
Poi io penso che lo scorrere delle stagioni.. così come certi momenti particolari nella ruota dell’anno.. siano indefinibili.. si debbano sentire dentro.. perché, anche se spesso tendiamo a dimenticarcene oggi, anche noi siamo (o dovremmo essere) parti del cosmo... pur sentendoci spesso alienati da esso.

Fly ha detto...

Daniel, che tenero e dolce quel bucaneve… mi riempie il cuore di tenerezza e mi ricorda una leggenda che mia mamma mi raccontava da bambina… proprio in questo periodo dell’anno…
Non conosco la tradizione celtica, ma trovo questo concetto molto simile al taoismo, se hai presente il simbolo del Tao, nel massimo dello yin c’è il germe
dello yang e viceversa. E la massima potenzialità del giorno è espressa nella mezzanotte… e viceversa… lo stesso con le stagioni…
E dal momento che noi siamo un microcosmo appartenente ad un macrocosmo, le cui leggi sono le stesse… nel massimo della nostra stagione buia e fredda custodiamo il seme e la potenzialità della nostra primavera ed estate e viceversa…
“avvelenato da una vita che non è la mia...” Daniel… ti sei chiesto che cosa significa per te questa frase? Come se qualcosa inquinasse il tuo microcosmo e ti impedisse di viverne serenamente le sue leggi…
Molto interessante la spiegazione di “Imbolc” .
Sempre un piacere e un arricchimento leggerti…
Ti rimando il titolo del pezzo… Come mio miglior auspicio per Te!
Ti abbraccio
Fly

Anonimo ha detto...

Ci sono certi tipi di sensibilità che a volte rasentano la magia. Tu ne sei dotato. Non so, onestamente, se il Grace che hai messo davanti al mio nick e che hai usato anche un'altra volta mi rappresenti davvero, ma è bellissimo sapere che a qualcuno possa venire in mente di abbinarlo all'immagine che ha di me. C'è stata una sola altra persona che lo ha fatto, ed è stata mia madre, quando ha deciso che quello sarebbe stato parte del nome che mi ha dato...:-)
E' bello camminare al tuo fianco e ascoltarti mentre racconti...buona settimana anche a te, in attesa della primavera...G.

il parra ha detto...

Le tue poesie per immagini che zampillano poesia... sono racchiuse proprio in quel comprensorio virtuale di quel falò. Sono immagini sincere, non tradiscono verità a basso prezzo poetico, ma proiettano adrenalina nell'anima. ciao!